Sostegno, Anief: ai corsi di specializzazione si entra a caso. A Roma servono 28,5 punti, a Catania 21, a Napoli ne bastano 11

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Anief – Il superamento della prova preselettiva per l’accesso al corso di specializzazione per le attività didattiche di sostegno, competenze, conoscenze e attitudini ad insegnare agli alunni con disabilità diventano elementi variabili e indefiniti: l’accesso muta in ogni ateneo sulla base del numero di posti messi a disposizione (che spesso non corrisponde a quelli necessari), alla quantità di partecipanti e al loro esito della prova.

Le difformità di accesso ai corsi sono evidenti: da uno studio dell’Anief è emerso che gli aspiranti sono appena 129 candidati nell’ateneo di Trento, mentre alla Benincasa di Napoli sono 7.600, ma anche 1.943 a Bari, 1.535 a Catania e 1.361 dell’Università del Molise. Per essere ammessi agli scritti ogni ateneo ha avallato soglie diverse. Ma il dato più assurdo è quello conseguenziale: per essere ammessi ai corsi specializzanti della secondaria dell’Università degli Studi Internazionali di Roma servono 28,5 punti, all’Università di Catania 21, a Siena e nel Salento 20,5. Mentre per la primaria a Napoli ne bastano 11. Alla base di queste discrepanze vi è il fatto che il V ciclo specializzante per il sostegno agli alunni disabili risulta portatore di un sensibile e inevitabile squilibrio nell’assegnazione dei posti: per questi motivi, il giovane sindacato ha predisposto una serie di ricorsi finalizzati a essere ammessi e partecipare agli scritti.

Marcello Pacifico, presidente Anief: “Il rischio è estromettere tanti aspiranti docenti di sostegno validi e motivati a svolgere questo delicato ruolo d’insegnamento: proprio mentre il numero di alunni cresce in modo esponenziale, tanti docenti specializzati tornano su disciplina o vanno in pensione, la quantità di precariato su sostegno ha raggiunto livelli altissimi, collocandosi oltre il 40% rispetto all’organico di diritto, con appena 101.164 docenti su 180 mila totali. intanto, si continuano a tagliare ore settimanali assegnate attraverso il GLHO, costringendo tante famiglie a rivolgersi al tribunale. Ecco perché Anief ha fatto ripartire l’iniziativa ‘Non un’ora di meno’, che negli ultimi anni ha portato intere cattedre e ore di sostegno in un primo tempo negate dagli Usr”.

L’accesso ai corsi specializzanti di sostegno agli alunni disabili è un momento chiave per il futuro professionale di un docente: chi si candida a diventare insegnante specializzato nella didattica speciale deve dimostrare di essere in grado di avere competenze e spirito utili a supportare nella loro formazione alunni con problematiche di apprendimento di varia tipologia e complessità. Chi, dall’altra parte, è chiamato a valutarne anche conoscenze, capacità e attitudini ha il delicato compito di intravedere se alla volontà corrispondono anche i requisiti minimi perché ciò si compia.

Cosa fa, a fronte di questa importante esigenza, il ministero dell’Istruzione per raccogliere elementi il più possibili in linea con tali esigenze e per arrivare a dare l’assenso o il rifiuto ad un docente che vorrebbe frequentare un corso universitario di sostegno? Sicuramente non specializza abbastanza docenti, visto che i posti messi a concorso sono appena un quarto delle cattedre vacanti e disponibili. Ma l’amministrazione scolastica compie un errore ancora peggiore: quello di scartare i docenti che aspirano a specializzarsi sul sostegno sulla base di punteggi minimi variabili.

Di fatto, il livello di competenza minima per accedere ad un corso specializzante sul sostegno varia quindi a seconda della città dove si è presentata la domanda: il DM 92/2019 non prevede un punteggio minimo e ad ammettere alla prova scritta, dopo il test preliminare da 60 quesiti, un numero di candidati pari al doppio dei posti disponibili nella singola sede per gli accessi (nei singoli Atenei). Sono inoltre ammessi alla prova scritta coloro che conseguono lo stesso punteggio dell’ultimo degli ammessi. Con il voto della preselettiva che non farà media con la prova scritta e orale, ma utile ai fini dell’accesso ai corsi. Una procedura che Anief vuole contrastare attraverso appositi ricorsi finalizzati a fare ammettere gli esclusi in modo illegittimo agli scritti.

La decisione è stata impugnata dall’Anief, poiché è chiaro chi si tratta di un paletto alzato in modo del tutto ingiustificato, ancora di più alla luce dalla scarsità di domande in alcune province. Non si comprende come mai si continui a decidere il numero di posti dei corsisti solo sulla base delle disponibilità degli atenei e non alle esigenze precipue locali. “La domanda – chiosa il presidente Anief Marcello Pacifico – è d’obbligo: perché non si aumentano i posti da mettere a bando, laddove è palese l’alto interesse da parte dei docenti abilitati interessati a specializzarsi nel sostegno agli alunni disabili?”.

Qui di seguito, la tabella, in via di definizione, che raccoglie le comunicazioni ufficiali delle singole Università sugli esiti di test di accesso a corsi specializzati: clicca qui per visionare la tabella dei punteggi richiesti da ogni ateneo per accedere agli scritti del corso V Tfa sostegno.

 

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