Sostegno, ancora un inizio scuola in salita: boom di supplenti, molti non specializzati. Ciracì (MiSoS): “Restiamo nel vicolo cieco della discontinuità didattica”

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Anno nuovo, problemi vecchi. Sul sostegno, ci si ripresenta a scuola con ancora tantissimi problemi che, da un lato affossano la categoria dei docenti specializzati e dall’altro, soprattuto, creano problemi di continuità didattica agli studenti con disabilità.

Nei giorni scorsi è stato lo stesso Ministro Bianchi a fornire i numeri, anche sul sostegno, delle immissioni in ruolo e delle supplenze: “Partiremo il 13 settembre – ha sottolineato il ministro – avendo tutti i docenti al loro posto rispetto alle 112 mila cattedre vuote e vacanti: avremo 58.735 mila posizioni a ruolo già assegnate, di cui 14194 sul sostegno; non abbiamo atteso, e altri 113.544 mila incarichi annuali sono stati assegnati, di cui 59.813 sul sostegno. Inoltre oltre 59 mila posti sono assegnati per il sostegno in deroga  Un lavoro titanico, collettivo. Ci saranno solo le assegnazioni di brevissimo periodo che faranno i presidi“.

Lo scorso anno, ha ricordato Bianchi, le assunzioni erano state 19.995 in totale di cui 1.778 sul sostegno. Un risultato certo positivo ma evidentemente insufficiente. Almeno secondo quanto riferisce ad Orizzonte Scuola Ernesto Ciracì, presidente nazionale del Movimento insegnanti specializzati sul sostegno (MiSoS).

L’imminente avvio dell’anno scolastico, inizierà sicuramente, con i soliti problemi atavici che attanagliano il  sostegno scolastico:  dalla profonda emergenza al sud Italia per carenze di posti in organici di diritto a fronte, secondo le prime proiezione degli uffici scolastici, di circa 25 mila cattedre in deroga. Per esempio, abbiamo 6.501 posti in Puglia, 1346 solo a Palermo, in Calabria 3400, numeri imponenti e spaventosi, che condannano gli alunni con disabilità alla consueta discontinuità didattica“, dice il docente di sostegno.

Più posti per le immissioni in ruolo? “Partendo dal numero di posti autorizzati per ruolo per ogni grado e ordine sia curriculare che sostegno per l’a.s. 2021/22, ossia 112.473 prosegue Ciracì – sembra, aspettando i dati definitivi da parte del Miur che siano stati assegnanti circa 11000 mila posti sul sostegno, prevalentemente al nord Italia, numero alquanto esiguo se pensiamo che l’anno scorso le cattedre in deroga ammontavano a circa  70 mila sul territorio nazionale“.

Ecco perchè, secondo il presidente MiSoS, “assisteremo al triste primato del sostegno in supplentite, con migliaia di cattedre sul sostegno che saranno assegnate a supplenze, con una parte consistente di docenti senza alcuna specializzazione sul sostegno”.

L’auspicio di Ciracì, comunque, è che i problemi degli ultimi giorni relativi alle Gps non possano portarsi ancora e si risolvano in tempo: “Speriamo inoltre, visto il caos riguardante le assegnazione si supplenze da GPS dovute all’algoritmo, che la scuola inizi davvero per tutti il primo giorno di scuola, sarebbe un ulteriore e e grave penalizzazione per i nostri alunni“.

L’insegnante però non si fa illusioni: Senza una programmazione efficace, nella trasformazione delle cattedre in deroga, soprattutto al Sud e Centro Italia e la conseguente stabilizzazione dei precari specializzati sul sostegno, senza un’estesa formazione a tutti e una prospettiva di corresponsabilità in una cornice inclusiva, siamo destinati a rimanere nell’eterno “vicolo cieco” della discontinuità didattica, della delega sull’insegnante di sostegno e di proporre un percorso formativo educativo non adeguato per i nostri alunni”.

Ecco perché, “l’unica soluzione per debellare la discontinuità didattica è trasformare le cattedre in deroga in organico di diritto. Appare prevedibile, come con questi numeri, l’inizio dell’anno scolastico per gli alunni con disabilità sarà all’insegna della supplentite con gravi ricadute sulla loro crescita formativa – educativa”, conclude Ernesto Ciracì.

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