Il sostegno alla disabilità: splendida realtà della scuola italiana ma difficile da gestire

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 Giulia Boffa – Il sistema scolastico italiano riguardo all’integrazione della disabilità è all’avanguardia nel mondo: siamo nei primi 5 Paesi al mondo e ora anche New York ci copia.

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Ma sono ancora troppe le criticità. Prima di tutto, il numero dei docenti che dovrebbe essere di due alunni per docente, invece ne mancano almeno 3.600 secondo le stime dello scorso anno; a questi docenti si somma l’assenza degli educatori, che ancora si discute su chi li debba pagare, se i Comuni o le Province, e quindi non vengono reclutati soprattutto dalle scuole superiori, dove per questo tipo di servizio sono le Province a dover provvedere.
 
Gli alunni disabili sono in costante aumento: per quest’anno il MIUR ha previsto oltre quattromila alunni disabili in più e  almeno altri duemila posti di sostegno,da aggiungere ai numeri dello scorso anno: per 197 mila studenti, 97 mila insegnanti. Un numero enorme, che porta ad una spesa di circa 4 miliardi di euro l’anno, a cui si sta pensando di porre una soluzione. Tra queste c’è quella di una formazione adeguata anche degli insegnanti curriculari, perchè la presa in carico del disabile è di tutto il consiglio di classe. Oppure, si ipotizza la nascita di una classe di concorso ad hoc, con due anni di corso universitario per accedervi, anche se il rischio è l’eccessiva medicalizzazione dei docenti. 
 
Intanto il sostegno resta un accesso più spedito al ruolo e molti docenti di sostegno non lo sono per vocazione, tenuto conto anche che il sostegno può essere un lavoro davvero usurante nei casi molto difficili da gestire, e anche l’Amministrazione comunque tende ad utilizzare questo importante supporto per assorbire i docenti in esubero nelle varie classi di concorso, previa formazione ovviamente. 
 
L’integrazione alla disabilità è una splendida realtà della nostra scuola,nata per aiutare gli studenti disabili ad inserirsi nella società ed educare gli altri alla sensibilità e all’accoglienza: che questo resti sempre lo scopo principale di tutti gli operatori della scuola e dell’Amministrazione che la governa. 

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