Sospese attività didattiche dal 5 al 15 marzo in tutta Italia. ATA devono recarsi a lavoro, ecco perché

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IN via di pubblicazione il Decreto per far fronte all’emergenza Coronavirus. Nelle zone rosse le scuole resteranno chiuse, nel resto d’Italia sono sospese le attività didattiche.

Le zone con le scuole chiuse sono quelle rosse, ecco i comuni interessati: Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, castiglione D’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia,Terranova dei Passerini; nella Regione, Vò.

Nella altre aree, invece, le attività didattiche vengono sospese. Significa che le scuole saranno aperte e dovranno recarsi al lavoro soltanto i lavoratori del personale ATA. I docenti potranno restare a casa. In attesa di indicazioni sulla didattica online attivata in alcune scuole.

“La sospensione delle attività didattiche comporta l’interruzione delle sole lezioni. Pertanto, le scuole rimarranno aperte e i servizi erogati dagli uffici di segreteria continueranno ad essere prestati. Il Dirigente Scolastico e il personale ATA (Amministrativo, Tecnico e Ausiliario) sono tenuti a garantire il servizio ed eventuali assenze devono essere giustificate.”

Di conseguenza, con la sospensione delle attività didattiche si reca a scuola il personale ATA ma non il personale docente, fermo restando che le scuole possono attivare la cosiddetta “didattica a distanza” o lo svolgimento di riunioni previste nel piano annuale delle attività.

Il decreto

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