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Obbligo vaccinale e sospensione docente, è possibile versare contributi volontari?

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In caso di sospensione dal rapporto di lavoro è possibile versare contributi volontari?

Il lavoratore statale che viene sospeso dal servizio può integrare il periodo, ai fini previdenziali, chiedendo l’autorizzazione al versamento volontario? E i contributi volontari versati durante la sospensione dal servizio possono essere utilizzati per raggiungere il diritto alla pensione se, in un secondo tempo, si viene reintegrati in servizio? Scopriamo cosa prevede la normativa di riferimento rispondendo al nostro lettore che ci scrive:

Gent.mi Sig.ri, sono un docente statale a cui mancano 19 mesi alla pensione. Presto, dovuto al DL 172 affronterò la sospensione, volevo quindi consultarmi presso di voi rispetto alla possibilità di versare i contributi volontari. La questione è alquanto urgente considerando che mancano pochi giorni per optare sulle 2 scelte (forse) a disposizione.

Se volessi, durante il periodo di sospensione farmi reintegrare attraverso la vaccinazione, i miei contributi volontariamente versati durante questo periodo, andrebbero dispersi, oppure conteggiati ai fini della pensione? Vi prego gentilmente di fornirmi delucidazioni appena possibile. Cordiali saluti.

Contributi volontari e sospensione dal servizio

Con la sospensione dal servizio il dipendente resta senza retribuzione ma anche senza copertura contributiva. E’ possibile andare a supplire almeno dal lato contributivo richiedendo l’autorizzazione al versamento dei contributi volontari.

Una premessa in questo caso è d’obbligo: con il DL 172/2021 (al momento al vaglio del Parlamento per la trasformazione in Legge) che ha introdotto dal 15 dicembre 2021 l’obbligo vaccinale per il personale scolastico ci troviamo di fronte ad una situazione del tutto nuova per la quale non esiste una normativa specifica e anche se la normativa finora nota prevede la “possibilità di concessione di autorizzazione al versamento dei contributi volontari in caso di sospensione del rapporto di lavoro per specifiche disposizioni di legge”, non possiamo ancora avere la certezza assoluta che sia consentito anche al personale scolastico sospeso per mancanza di vaccinazione. Tra l’altro si parla di “possibilità di concessione”, quindi si introduce un ulteriore passaggio al momento non disponibile per il personale scolastico.

La sospensione per il personale scolastico che non ottempera all’obbligo

Il personale sospeso potrà rientrare in servizio quando comunicherà l’avvio o il completamento del ciclo vaccinale primario, o la somministrazione della terza dose, entro comunque un periodo di tempo non superiore a sei mesi a partire dal 15 dicembre 2021.

Diamo quindi un’occhiata a quello che prevede la normativa di riferimento a tal proposito per capire se, per analogia, la stessa potrebbe essere applicata in questo caso specifico.

Fino al 1997 l’autorizzazione veniva concessa solo in caso di interruzione del rapporto di lavoro,  il DL 564 del 1996 ha esteso la possibilità di prosecuzione del versamento volontario anche a copertura dei periodi di sospensione del rapporto di lavoro. Una possibilità concessa solo a partire dal 1 gennaio 1997.

L’articolo 5 di tale decreto, infatti, dispone che: ” In favore degli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti e alle forme di essa sostitutive ed esclusive, i periodi successivi al 31 dicembre 1996, di interruzione o sospensione del rapporto di lavoro previsti da specifiche disposizioni di legge o contrattuali e privi di copertura assicurativa, possono essere riscattati, nella misura massima di tre anni, a domanda, mediante il versamento della riserva matematica secondo le modalità di cui all’art. 13 della legge 12 agosto 1962, n. 1338, e successive modificazioni ed integrazioni. Per gli stessi periodi, i lavoratori di cui al comma 1 possono essere autorizzati, in alternativa, alla prosecuzione volontaria del versamento dei contributi nel fondo pensionistico di appartenenza ai sensi della legge 18 febbraio 1983, n. 47.”.

Di fatto, anche per le sospensioni disciplinari dal rapporto di lavoro è possibile richiedere l’autorizzazione al versamento dei contributi volontari.

Da sottolineare, poi, che in base alla normativa vigente anche gli iscritti ad altre forme di previdenza, anche ex INPDAP, possono versare contributi volontari per la pensione.

L’autorizzazione, quindi, può essere concessa anche quando il rapporto di lavoro non è cessato (come nel caso della sospensione del rapporto di lavoro per motivi previsti dalla legge).

Se, successivamente alla sospensione, poi, dovesse verificarsi una reintegra al lavoro, i contributi volontari versati rimarrebbero a copertura del periodo di sospensione privo, appunto, di contribuzione e, quindi, non andrebbero perduti ma sarebbero conteggiati ai fini della pensione. Da notare, inoltre, che si può decidere di procedere sia al versamento volontario dei periodi in questione  che al riscatto degli stessi.

Consigliamo ai nostri lettori di non assumere decisioni autonome sulla base di una normativa non completa, ma di consultarsi con i consulenti del lavoro e i propri commercialisti, al fine di valutare le ipotesi più corrette.

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