Sospensione docente, atto grave di ingerenza nell’insegnamento. Lettera

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L’ispezione ministeriale e il provvedimento disciplinare che ne è seguito rappresentano un atto grave di ingerenza del potere politico nell’attività di insegnamento, la cui libertà è garantita dalla Costituzione.

Già sarebbe inconsueto, se non discutibile, che i rappresentanti delle istituzioni sentano il bisogno di criticare pubblicamente una presa di posizione espressa da un gruppo di studenti in una ricerca scolastica. Del tutto inaccettabile, però, è che questa critica assuma le forme di un provvedimento punitivo, che trasforma la critica in censura, avvalendosi della collaborazione miope di qualche burocrate zelante.

Il fatto che l’odierno potere politico, attraverso gli uffici scolastici che dovrebbero occuparsi di legittimi provvedimenti disciplinari previsti dall’ordinamento scolastico, si arroghi il diritto di censurare la libera espressione dei nostri studenti, con l’unica motivazione di non condividerla, sanzionando un’insegnante perché rea di non esser stata lei a operare tale censura, costituisce un precedente pericoloso e inquietante, che apre un vulnus autoritario nel tessuto della nostra convivenza civile e democratica.

Come docenti del Dipartimento di Filosofia e Storia del Liceo Aristofane chiediamo la revoca immediata del provvedimento ed esprimiamo la nostra ferma e convinta solidarietà alla collega Rosa Maria Dell’Aria e ai suoi studenti, che hanno reso lo studio del passato uno strumento di comprensione e interpretazione del presente. Se questa è una colpa, siamo tutti colpevoli.

I docenti del Dipartimento di Filosofia e Storia
Liceo Statale Aristofane, Roma.

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