Sospensione dalle lezioni e punizione in flagranza di reato per non formare “delinquenti”. Lettera

di redazione
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Inviato da Antonio Deiara –  Sono pronto a utilizzare la busta di Giucas Casella: i nomi di chi diventerà “delinquente” si potrebbero conoscere già dalla terza elementare.

Gli alunni che rispondono in modo scorretto agli insegnanti, insultano personalmente o sui social e colpiscono fisicamente i compagni di classe, disturbano in continuazione le lezioni ledendo il diritto all’istruzione del resto della scolaresca, regolarmente spalleggiati da genitori ignoranti e/o arroganti non in grado di educare i propri figli, sono destinati a diventare un problema dirompente per la Società. A Scuola “passano” tutte le bambine e tutti i bambini, elemento che non trova eguale parametro di “totalità” in chiesa o al catechismo, nello sport o nelle attività ludico-ricreative. Una percentuale di quel “tutte e tutti”, piuttosto ridotta ma comunque dai costi sociali elevati, finirà col “delinquere” commettendo reati lievi o gravi.

La Scuola ha le mani legate. Norme “scellerate”, figlie di idee pseudoscientifiche di “pensatori” che non sono mai entrati in un’aula scolastica, prescrivono ricette inefficaci e dai risultati educativo-didattici nefasti.

Oggi impera la “moda” di non turbare gli scolari con i rimproveri e di non traumatizzare i bambini con una “sospensione” o una “bocciatura”; in fondo, la “colpa” è sempre e comunque dell’inadeguatezza dei docenti… Sarebbero sufficienti due Riforme, peraltro a costo zero per le casse dell’erario, per rimettere in ordine le cose nel giro di un triennio.

In primis, decretare la possibilità di sospendere dalle lezioni senza obbligo di frequenza e con assegnazione di compiti fin dalla Scuola Primaria, per poi proseguire con l’introduzione nello Statuto delle studentesse e degli studenti di Medie e Superiori della “flagranza di reato”, che non richieda la convocazione del Consiglio di classe, e permetta al Preside di infliggere l’allontanamento dalla Scuola di un alunno disturbatore, scorretto e/o violento fino ad un massimo di quindici giorni. Ex aequo, reintrodurre la bocciatura nella Scuola Elementare e riaffermarla nelle Scuole Secondarie di Primo e Secondo Grado anche in presenza di una sola insufficienza, riconducibile a una volontà “selettiva” di disinteresse verso una determinata materia da parte dello studente, dato che oggi “Mi promuoveranno comunque”.

Un ultimo pensiero alle tipologie di genitori sopra citate: urge rinforzare in modo significativo gli organici di assistenti sociali, psicologi e pedagogisti nei Comuni di tutt’Italia, al fine di intervenire con tempestività, continuità ed efficacia nelle famiglie in emergenza educativa. Da ribadire, infine, il numero massimo di 22 alunni per classe, 20 in presenza di un diversamente abile (si veda la Proposta di Legge della deputata Lucia Azzolina), e i corsi di recupero obbligatori per gli studenti in difficoltà durante l’intero arco dell’anno scolastico. Ma, si sa, il meglio è nemico del bene. Ripartiamo da sospensioni, bocciature e genitori da educare.

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