Sospensione attività didattica non significa che docenti non lavorano: basta luoghi comuni. Lettera

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Inviato da Mario Bocola – In questi giorni in cui le attività didattiche sono sospese e le scuole si sono organizzate per la didattica a distanza per non lasciare indietro gli alunni e sostenerli nel lavoro scolastico, i “non addetti ai lavori”, ossia coloro che non hanno mai messo piede in una scuola e non conoscono affatto il prezioso lavoro degli insegnanti per la formazione delle nuove generazioni, è tornato prepotentemente alla ribalta la fastidiosa questione che i docenti non lavorano.

Purtroppo stanno circolando delle voci che infamano il lavoro degli insegnanti come del tipo: “Le scuole sono chiuse voi fate vacanza” oppure “Beati voi che lo Stato vi paga lo stesso”.

Intendiamo precisare che non si tratta di “vacanza” ma di misure precauzionali prese dal Presidente del Consiglio dei Ministri per tutelare la salute pubblica essendo gli insegnanti a stretto contatto con i ragazzi, i quali in classe, cioè luogo chiuso il coronavirus può circolare liberamente ed infettare tutti. In questi giorni, tuttavia, è tornata prepotentemente alla ribalta la vexata quaestio dei tre mesi di vacanza.

Si ribadisce che si tratta di una bugia gratuita, colossale, priva di alcun fondamento giuridico. I docenti, come tutti gli altri dipendenti dello Stato, godono per legge di 32 giorni di ferie annuali cui vanno aggiunti i 4 giorni di festività soppresse.

Chi non lavora nella scuola è abituato a tener conto soltanto delle 18 ore settimanali di lezione frontale con gli alunni, spalmati su 5 giorni lavorativi, 22 ore per gli insegnanti della primaria, cui si aggiungono le due ore di programmazione settimanale per arrivare ad un totale di 24 ore. Oltre alle ore di lezione frontali i non addetti ai lavori devono tenere in debito conto che esiste un lavoro “oscuro” (cioè che non si vede) che i docenti sono tenuti a svolgere a casa.

Ci riferiamo alla preparazione delle lezioni, alla correzione degli elaborati scritti, all’aggiornamento professionale con la partecipazione ai seminari (resa obbligatoria dalla legge 107/2015), i corsi di recupero (per gli alunni che presentano insufficienze gravi) un lavoro che esula dal monte ore di lezioni con gli alunni.

A tutto ciò, terminate le lezioni, a giugno, i docenti sono impegnati negli scrutini finali, negli Esami di Stato del Primo Ciclo d’Istruzione (Esami di Licenza Media) e negli Esami di Maturità per il Secondo Ciclo d’Istruzione (che si protraggono oltre la metà di luglio. Mi sapete dire dove sono i tre mesi di vacanza? Chi non conosce la vita della scuola e tutto ciò che c’è a monte dell’impegnativo e faticoso lavoro dei docenti faccia bene a stare in silenzio, perché il silenzio è d’oro.

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