SOS Coordinamento Sardegna. Indirizzi musicali a rischio chiusura? Lettera

di redazione
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Coordinamento Regionale Docenti di Strumento e Musica della Sardegna – Che gli Indirizzi Musicali siano come il fumo negli occhi per l’Ufficio scolastico provinciale di Sassari, lo sospettano in molti; il ricordo corre al tentativo, fallito, di sopprimere la classe prima del corso strumentale dell’Istituto Comprensivo di Bono.

Quest’anno, in Organico di diritto, è stata cancellata una delle due prime del musicale della Scuola Media “A. Diaz” di Olbia. E come dimenticare il vecchio caso Silius e, oggi, il tentativo dell’Usp di Cagliari, di chiudere la prima classe del corso musicale di Samassi. Il direttore generale, dottor Francesco Feliziani, in questi anni ha tenuto un comportamento ondivago, da “zero tituli” a 20 nuovi Indirizzi in un solo anno, da un altro “zero assoluto” alle decine di posti di potenziamento nel novembre 2015.

“Per quale motivo – si chiede il responsabile regionale del Coordinamento regionale docenti di strumento musicale e musica della Sardegna, prof. Ignazio Perra – il dottor Feliziani e/o i suoi sottoposti che non autorizzano l’apertura di nuovi Indirizzi Musicali? Non vorremmo che si verificasse un effetto domino: sfiancare alunni, famiglie, dirigenti e docenti affinchè non richiedano nuovi corsi musicali, sopprimere classi prime di Indirizzi esistenti senza rispettare le norme sull’Organico dell’Autonomia, per sgretolare la Filiera dell’Educazione Musicale faticosamente costruita in anni di duro impegno.”. Nel frattempo, le famiglie degli alunni richiedono, nel rispetto della normativa vigente, il diritto per i propri figli allo studio di uno strumento musicale per il triennio della Scuola Media e ricevono in pieno volto un sonoro rifiuto. “Stiamo facendo valutare – incalza il referente del Coordinamento per il Centro-nord dell’Isola, prof. Antonio Deiara – i risvolti penali e civili del comportamento dei responsabili della Scuola per la Sardegna: non trasmettere le richieste di nuovi Indirizzi Musicali dagli Uffici Provinciali all’Ufficio Scolastico Regionale, tanto da determinare il taglio di 100 cattedre a fronte delle 60 istanze presentate da 15 Scuole Medie, potrebbe essere definito reato di omissione d’atti d’ufficio? Le almeno trecento famiglie di studenti privati per il 2017-2018 del diritto all’istruzione strumentale, sancito dalla Costituzione e dal D.M. 201/99, avrebbero diritto anche ad un risarcimento economico per il danno subito, unitamente alle migliaia di famiglie danneggiate nel quinquennio non ancora prescritto?”

Intanto, continua la campagna di mobilitazione del Coordinamento docenti di strumento musicale e musica della Sardegna, in collaborazione con la Flc-Cgil di Sassari e il suo segretario prof. Luigi Canalis. Ignazio Perra e Antonio Deiara ne sono certi: vincere questa battaglia significa ottenere il diritto allo studio gratuito di uno strumento per tutti i ragazzi sardi che lo desiderino; non sostenere il Coordinamento nello scontro con l’USR determinerebbe il principio della fine degli Indirizzi Musicali, la perdita di numerosi talenti strumentali e la cancellazione di oltre mille cattedre, cioè di oltre mille posti di lavoro. Una soluzione pacifica è possibile? Basterebbe un decreto direttoriale di apertura dei nuovi Indirizzi Musicali…

Ignazio Perra e Antonio Deiara – Ufficio Stampa

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