Sorrentino: “Torno a scuola per 1.500 euro: uno stipendio più alto e un lavoro più semplice non sono tutto. Ora continuo la battaglia sindacale per valorizzare i DSGA”. INTERVISTA

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In questi giorni è ritornato alla ribalta il tema delle retribuzioni del personale scuola, tra le più basse del pubblico impiego e ciò vale per tutte le figure del Comparto comprese quelle considerate semi-apicali. E in particolare la figura del Direttore dei Servizi Generali Amministrativi, al vertice del personale ATA. Basti pensare che attorno al DSGA si muove la macchina amministrativa della scuola. Da qui il carico di responsabilità e competenze richiesto a chi riveste tale ruolo.

Negli ultimi anni le rivendicazioni dei DSGA si sono fatte più pressanti, anche in virtù di un apparato burocratico divenuto sempre più complesso. Il bando di concorso del 2018, dopo circa 20 anni dall’ultima selezione, ha portato all’ingresso di oltre 2milaì direttori nelle scuole italiane.

Tuttavia molti neoimmessi (circa 500), nell’arco di due anni, hanno preferito abbandonare il Ministero dell’Istruzione in favore di altri profili nella PA. Tra costoro ritroviamo uno dei principali esponenti della lotta sindacale dei Direttori Amministrativi, Alberico Sorrentino, già presidente del Movimento DSGA.

Direttore, ci racconti la sua esperienza
Come molti colleghi neoimmessi nel settembre 2020, viste le numerose problematiche connesse al ruolo, mi riferisco in specie alla molteplicità di adempimenti, scadenze, decine di piattaforme su cui operare a fronte di una retribuzione assolutamente inadeguata che per la prima fascia stipendiale si aggira sui 1.500 euro netti + un’indennità una tantum ed omnicomprensiva di circa 2500 euro a seconda della complessità, ho colto l’opportunità derivante dal superamento di altri concorsi pubblici per effettuare un periodo di prova in altra Amministrazione, sempre come funzionario.

Com’è andata?
Guardi, i primi giorni ho avvertito quel senso di leggerezza derivante dal fatto di avere minori responsabilità e soprattutto un carico di lavoro “normale” e gestibile nelle 36 ore settimanali, oltre ad una retribuzione decisamente migliore (circa 1800 €, oltre ai buoni pasto e all’indennità di risultato).
Con il passare dei giorni ho iniziato a maturare l’idea che a volte un lavoro più “semplice” e meglio retribuito può non bastare se non lo senti tuo, il rischio è quello di alienarsi dietro una scrivania ad inserire dati e così l’ultimo giorno utile prima di formalizzare le dimissioni al Ministero dell’istruzione e del merito ho deciso di tornare nel ruolo di DSGA.

Cosa le hanno detto i suoi colleghi?
Che sono un pazzo. Battute a parte, non sono l’unico ad essere rientrato dopo il periodo di prova, certamente la notizia ha destato scalpore ma ha anche ridato fiducia alla categoria in virtù dell’impegno sindacale che ho portato avanti in questi anni. Nel merito, le dico che si tratta di una scelta molto personale, legata a diversi fattori.

Sotto l’aspetto professionale cosa può dirci?
Il ruolo di Direttore è molto dinamico (siamo dei tutto fare), si passa dalla gestione del personale, alla contabilità, l’attività negoziale, consegnatario dei beni, ufficio rogante e tanto altro, insomma non c’è il rischio di annoiarsi, mentre il ruolo del funzionario in altri enti è tendenzialmente più statico, si viene assegnati ad un processo e bisogna eseguirlo tutti giorni.
Certo, bisogna assolutamente migliorare le condizioni di lavoro, partendo da una chiara delimitazione dei compiti tra DS e DSGA: nei fatti sono questi ultimi a redigere atti (come ad esempio il Programma Annuale o le Determine), che i primi si limitano a sottoscrivere e nulla più.

Il personale di segreteria deve essere assolutamente selezionato tramite concorsi e adeguatamente formato, perché se è vero, com’è vero, che ci sono validi assistenti amministrativi, è altrettanto vero che ancora oggi è possibile passare dal profilo di collaboratore scolastico (sebbene tanti in possesso della laurea) agli uffici di segreteria senza concorso. Gli adempimenti di oggi non sono quelli di 30 anni fa, basti pensare alla procedura passweb, le ricostruzione di carriera su sentenza, il nuovo codice degli appalti, insomma è indispensabile una solida preparazione teorica. Ad oggi la formazione per il personale
amministrativo è ferma a zero.

Visto che è entrato in argomento come procede la battaglia sindacale?
In questi mesi non ho mai perso di vista ciò che accadeva con il rinnovo del CCNL, aspettavo da tempo questo momento, anzi il 25 ottobre scorso ho partecipato al tavolo contrattuale nella delegazione ANIEF.
Un’esperienza che mi ha segnato, nel bene e nel male.

Ci spieghi meglio…
Negli ultimi 20 anni, in particolare la categoria dei DSGA, ha subito diverse ingiustizie, a partire dalla questione temporizzazione di cui sono stati vittima diversi colleghi alcuni dei quali ancora in servizio. Ciò forse è disceso da una scarsa rappresentanza nei tavoli contrattuali e ministeriali, unito al fatto che numericamente siamo meno di 8mila all’interno di un comparto con 1,2 milioni di lavoratori, per cui abbiamo poca voce e tutto è concentrato sulla figura del docente, mentre gli ATA spesso sono completamente dimenticati.

Non vi sentite parte della comunità scolastica?
Assolutamente sì, ma ci sono delle incongruenze che nemmeno in questa tornata contrattuale si vogliono affrontare. Siamo posti al vertice del personale ATA ma non abbiamo gli strumenti per “dirigere” quel personale, in quanto ad esempio il potere disciplinare è esercitato dal DS.
Sarebbe stato auspicabile che, come accaduto per i DS, anche per i DSGA si dia luogo ad una contrattazione separata al di fuori del comparto in cui è compreso lo stesso personale che siamo chiamati a dirigere.
Un’idea alternativa potrebbe essere quella di transitare al Ministero della Funzione Pubblica, in quanto se qualcuno non lo avesse notato l’amministrazione scuola è portata avanti dal Direttore SGA e dal resto del personale ATA.
Altro aspetto fondamentale è che oggi il Direttore “nasce e muore” come tale senza alcuna possibilità di progressione di carriera, se non i classici scaglioni stipendiali. Ci è preclusa la partecipazione al concorso per dirigenti scolastici e francamente questa rappresenta una palese discriminazione.

Cosa accadrà al tavolo contrattuale all’ARAN?
Ad oggi siamo in attesa dell’integrazione dell’atto di indirizzo che è stato già firmato dal Ministro Valditara ed è al vaglio della Funzione Pubblica, con lo sblocco di circa 400milioni da destinare a tutto il personale, oltre ai 36,9 milioni già stanziati per la riforma degli ordinamenti professionali.
La trattativa si è arenata sul sistema di classificazione delle aree ed in specie sui DSGA. L’idea di creare un’area unica dei funzionari e delle elevate qualificazioni non convince nella misura in cui l’unico funzionario della scuola resta il DSGA (abbiamo proposto anche il cambio del nome in Direttore Amministrativo a costo zero ma qualcheduno si oppone) senza una necessaria figura di raccordo con le altre aree.
Inoltre si vuole sdoppiare l’area dei collaboratori e dei collaboratori esperti, senza che se ne intraveda l’utilità, quando sarebbe invece funzionale dividere l’area dei funzionari da quella EQ, in cui dovrebbero transitare di diritto tutti i DSGA già di ruolo, in maniera tale da avere in ogni scuola un funzionario oltre ad un incarico EQ.
Il punto è che dopo 12 incontri non si è mai parlato di come distribuire le risorse esistenti, sebbene una chiara indicazione contenuta nell’atto di indirizzo dell’ex Ministro Bianchi di “valorizzare” i DSGA.
L’auspicio è che la Parte Pubblica guidata dal Presidente Naddeo faccia dei passi verso le richieste delle Organizzazioni sindacali e che queste ultime siano capaci di rappresentare le istanze del personale al di là dei numeri delle tessere.

Altro tema caldo è quello del personale amministrativo facente funzione
La ringrazio per la domanda. Si tratta di una questione che deve essere risolta una volta per tutte e che rappresenta un unicum nel panorama della PA. Un sistema che è stato alimentato scientemente dal Ministero che per oltre 20 anni non è stato capace di bandire regolari concorsi.
Se da un lato, dunque, vi sono le aspettative in parte legittime di chi per anni ha svolto le funzioni di DSGA senza averne titolo dall’altro ci deve essere la garanzia che un’eventuale sanatoria (perché di quello si tratterebbe) non comporti un disvalore per il ruolo in sé.
Per cui prima di tutto occorre ricordare che nel bando 2018 era prevista una quota di riserva pari al 30% per il personale interno anche se privo di titolo, inoltre dovrebbe essere poi bandito a breve il famoso concorso riservato per il personale in possesso di determinati requisiti.
Il contratto, infine, dovrebbe garantire il transito nell’area immediatamente superiore, per cui questo personale potrebbe essere stabilizzato nel profilo di funzionario con tutto ciò che ne comporterebbe sotto l’aspetto stipendiale.

Quali richieste porterà al prossimo incontro?
Un sistema di classificazione chiaro e funzionale all’attuale sistema scuola, un contratto che stabilisca in maniera dettagliata le mansioni dei vari profili.
In ordine alle risorse sono del parere che le stesse vadano divise per area e non pro-quota per alimentare un sistema a pioggia.
Bisogna valorizzare i DSGA, ciò significa almeno raddoppiare l’indennità parte fissa e sganciare quella variabile dal MOF per liquidarla mensilmente nel cedolino rapportandola ad euro 45,00 per ogni unità in organico di fatto. Infine nel momento in cui si prevede un incarico EQ è necessario garantire un’indennità di posizione come accade negli Enti locali se il modello di riferimento è quello, così come ribadito più volte sempre dal Presidente Naddeo.

Una misura per tutto il personale ATA?
I Buoni pasto: è assolutamente inammissibile che il personale amministrativo della scuola non si veda riconosciuto questo strumento solidaristico come accade in tutta la PA, vedremo chi sosterrà questa proposta.

I prossimi obiettivi?
Dal punto di vista sindacale, insieme alla collega Carla Lettiero, stiamo lavorando alla costituzione del primo Dipartimento unicamente di Direttori Amministrativi all’interno di un sindacato rappresentativo. Grazie all’accordo politico siglato tra il Movimento DSGA ed il Presidente Pacifico in Anief stiamo trovando molto spazio e l’obiettivo sembra essere alla portata nel breve termine.

Resto poi convinto dell’idea che i DSGA debbano ritrovarsi in un’unica grande Associazione di categoria in cui confrontarsi e portare istanze condivise nelle varie OO.SS.

E la dirigenza Amministrativa?
A breve sarà necessaria una riforma complessiva della scuola, non è più ammissibile restare ancora fermi al TU del 1994, sono passati 30 anni. Oggi siamo alle prese con il fenomeno del dimensionamento che rischia di colpire in particolare le Regioni del Sud e nel contempo si chiede alla scuola di fare la propria parte nell’attuazione del PNRR ma con quali responsabilità ulteriori e quale organico e professionalità aggiuntive?

Cosa farà da grande Alberico?
Mai smettere di inseguire i propri sogni. Mai.

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