Soppresso l’ENAM, rimane la tassa. Ma l’ente darà battaglia

di redazione
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Un emendamento, contenuto nell’articolo 7 (comma 3-bis) della finanziaria, sopprime l’Ente nazionale di assistenza magistrale (ENAM), le cui funzioni passano all’Inpdap. GILDA chiede anche l’abolizione delle trattenute in busta paga. L’ente intanto promette un contenzioso giurisdizionale

Un emendamento, contenuto nell’articolo 7 (comma 3-bis) della finanziaria, sopprime l’Ente nazionale di assistenza magistrale (ENAM), le cui funzioni passano all’Inpdap. GILDA chiede anche l’abolizione delle trattenute in busta paga. L’ente intanto promette un contenzioso giurisdizionale

Con un comunicato stampa, a firma del presidente Ciro Di Francia, che appare nella home del proprio sito web, l’ENAM chiede di rivedere il provvedimento che ne decreta la soppressione, ritenendo "incomprensibile una decisione che sopprime un Ente che non incide di un centesimo sul bilancio dello Stato perchè viene finanziato esclusivamente dai maestri della scuola primaria e dell’infanzia, nonchè dagli ex direttori didattici, che svolge da 63 anni un ruolo di sussidiarietà soprattutto per le fasce più deboli e per i non autosufficienti, come viene riconosciuto dal Consiglio di Stato in un recente parere." E promette battaglia se non sarà apportata una modifica in quanto "saranno attivate tutte le iniziative, compreso un contenzioso giurisdizionale, finalizzate ad evitare "l’ esproprio "delle risorse umane, finanziarie e strumentali, costruite esclusivamente attraverso la contribuzione degli iscritti, le donazioni mirate ed una oculata gestione."

Da canto suo l’INPDAP dà ormai la cosa per scontata, tranquillizzando i "nuovi" clienti che saranno assorbiti se la norma non dovesse trovare modifica affermando che manterrà in vita "l’attività assistenziale altamente meritoria che svolge l’ENAM a vantaggio degli insegnanti della scuola dell’infanzia e primaria, nonchè dei dirigenti scolastici"

La GILDA invece ne chiede l’abolizione, a quanto pare già da 15 anni, ma soprattutto chiede l’abolizione di quella trattenuta dello 0,8% dallo stipendio dei docenti dell’infanzia e primaria che corrisponde a 200 euro annui.

Una proposta che ha un senso, se consideriamo che comunque questa categoria di lavoratori è già iscritta all’INPDAP la quale afferma che, nel tentativo di rassicurare gli "assorbiti" che comunque i "valori della solidarietà e della sussidiarietà propri delle funzioni svolte dall’ENAM sono valori propri anche dell’INPDAP". Appunto, quindi perchè chiedere una doppia trattenuta in busta paga?

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