Sono una maestra preparata, lavoro da MAD, ma per le graduatorie non ho gli stessi diritti di chi accede con il titolo. Lettera

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inviata da  Virginia Di Pasquale – Buon giorno, dopo aver letto l’articolo di “orizzonte scuola” sulla possibile partecipazione di chi ha maturato gli anni di servizio attraverso MAD al concorso straordinario mi sento di fare una riflessione:

– quando sono state create le GPS è stata data la possibilità a CHIUNQUE avesse preso un titolo utile nei 20/25/30 anni precedenti, di iscriversi in graduatoria e di inventarsi insegnante/professore;

nel frattempo i giovani, nati negli anni sbagliati, al titolo di maturità hanno necessariamente dovuto affiancare un titolo di laurea quinquennale per poter inserirsi nelle stesse (1ª paradosso) .

– quasi in contemporaneo o forse di poco precedente è il concorso straordinario che ha dato la possibilità a chiunque abbia fatto una supplenza per due anni negli ultimi 10 (vuol anche dire che magari per 8 anni successivi o precedenti hai fatto altro) di prendere parte ad un reclutamento che ha, o che in breve porterà ad immissione in ruolo…..e i giovani di cui si parla tanto? (2ª paradosso)

– si vocifera di un possibile concorso straordinario e già si fanno le pulci sulla possibile partecipazione delle MAD, parliamo delle MAD: ci sono giovani, come la sottoscritta, che di lauree ne hanno più di una!!! Suddette lauree afferiscono però a classi di concorso SATURE!, se in questi anni ho potuto lavorare l’ho fatto si con le MAD ma con titoli (arricchiti da formazioni e master) di gran lunga superiori a quelle di molte colleghe assunte da GPS.

PIANTIAMOLA di STIGMATIZZARE chi lavora con MAD!

Non facciamo di tutta l’erba un fascio!

Anzi, facciamo in modo di aiutare il governo a stabilizzare anche chi con MAD e con titoli differenti – da un diploma di maturità 2001/2002 o di una più recente laurea in Scienze della Formazione Primaria – negli ultimi 8 anni ma per almeno 3 anni si è dato da fare e ha dimostrato che questo “mestiere” (se così vogliamo definirlo) ha voglia di farlo, ci crede e si forma (anche a spese proprie) per cercare di colmare il “debito” che la sua formazione gli ha lasciato.

Aggiungo una cosa: io sono laureata in scienze dell’educazione e della formazione (precedentemente titolo abilitante per la primaria) e in scienze pedagogiche e ho un master universitario in discipline storico-filosofiche oltre a innumerevoli corsi di formazione su i disturbi specifici dell’apprendimento ….non ho una formazione di molto distante dalle mie colleghe eppure, non ho gli stessi diritti.

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