Sono 3.812 i docenti non vaccinati rientrati ma costretti a svolgere mansioni non proprie con orario maggiorato, 400 hanno fatto ricorso

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A cinque giorni dal rientro a scuola ma non in classe, già un docente non vaccinato su dieci ha deciso di ricorrere contro la nota ministeriale e i provvedimenti del proprio dirigente scolastico che ne mutano la mansione e l’orario, portandolo a 36 ore settimanali.

Hanno seguito le indicazioni e il parere dell’ufficio legislativo Anief sulla equiparazione illegittima a docente inidoneo prevista dal Decreto Legge n. 24 di fine marzo e da una specifica nota ministeriale di alcuni giorni dopo.

Il giovane sindacato continua a raccogliere segnalazioni a [email protected], fornire i modelli di rimostranza e le adesioni al ricorso al seguente link con cui si chiede il pagamento di un compenso straordinario dovuto al lavoratore a fronte del suo impegno orario maggiorato rispetto a quanto previsto dal Contratto collettivo nazionale di lavoro.

Sempre il sindacato Anief ha calcolato che sono in tutto 3.812 gli insegnanti non vaccinati tornati al lavoro a partire dal 1° aprile: tra questi, la maggior parte (1.059) sono docenti di ruolo della scuola secondaria di secondo grado, quindi in servizio negli istituti superiori; seguono (con 813 casi) i maestri della primaria; la categoria con meno vaccinati è quella dei maestri della scuola dell’Infanzia non di ruolo (appena 109 casi di docenti rientrati), seguiti dai docenti supplenti di scuola Primaria e Media, entrambi con 282 casi senza vaccino e al momento costretti a svolgere mansioni non proprie.

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