Solo la cultura rende liberi. Lettera

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Inviato da Mario Ascione – Carissima professoressa, collega di questo cammino infaticabile che chiamiamo “insegnamento”, sono un docente di lettere, napoletano, che spende la sua vita per seminare, nelle pieghe di questo meraviglioso sud, la speranza di un futuro libero, bello, autentico, ancorato alle radici.

Uno dei tanti che ha speso, come te, la giovinezza nello studio, nella lettura, nella letteratura, nella critica, nella storia e storiografia amandola così tanto da credere di poter fare di tutto questo la propria “ragion d’essere” e consegnarla, come atto di restituzione, alle nuove generazioni.
Così ho imparato che la cultura, e soltanto la cultura, rende liberi e fa vibrare dentro il sogno di un mondo migliore, fondato sulla giustizia.
Ho visto che soltanto con gli occhi innamorati del passato è possibile riconoscere gli arcobaleni del futuro con le loro policrome variazioni…e difendersi dagli agguati dei temporali.
Ho assaporato il gusto della ricerca e, senza pretese di possedere la verità, con i pugni aperti, forse vuoti, e le braccia spalancate, mi sono incamminato nel delicato incontro con le nuove generazioni per instaurare questo dialogo di stupore che è la relazione insegnamento-apprendimento.
Tutto in nome della libertà critica, di pensiero, opinione, parola ed espressione…perché il docente non impone, ma propone…non chiede…ma dona…non zittisce ma arricchisce il bagaglio delle parole…perché fra tante, ciascuno scelga quella che meglio lo racconta.
Il docente è solo un ponte tra il passato e il futuro…non indica la strada ma in-segna, lascia piccoli segni, tracce dentro, perché ciascuno abbia la libertà di incamminarsi…e procedere…dove vuole, fin quando vuole.
Non ci aspettiamo per tutto questo il plauso della folla…spesso deicida…a noi basta la magia degli occhi degli alunni e i loro silenzi innamorati.
Chi sceglie di insegnare sappia già di essere in un destino di solitudine proprio di chi va contro corrente…con ferma fierezza.
E con questa stessa fierezza, carissima Rosa Maria, io voglio dirti semplicemente grazie.
Per ciò che da anni compi per questa umanità…perché ancora credi in essa e nel suo futuro.
Perché ancora speri che, nonostante la deriva, ha sempre un senso educare alla bellezza, alla verità, alla legalità, alla giustizia, alla libertà.
E per tutto questo ti hanno sospesa?
Nessuno fermerà, però, la potenza dei semi che hai affidato alla zolla…dei tuoi studenti.
Dimezzano lo stipendio?
Nessuno potrà diminuire questa energia di verità laica che esplode, oggi, in tanti cuori che ti fanno scudo e corona.
Questo è il tempo di unire le forze, perché il bene non si spezza con la violenza ma si moltiplica e si propaga…
Questo è il tempo di non avere paura, di alzare la voce e di gridare, come intellettuali liberi, la nostra fede in uno Stato laico che crede nella cultura, che difende la Scuola…quella vera…che insegna la libertà.
Questo è il tempo di scegliere da che parte stare…ed io scelgo di essere dalla tua parte…oggi e sempre…testimone di una scuola che ama la vita e la genera ogni giorno.

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