“Solo in Italia è rimasto l’obbligo di mascherina in classe”. La rete Scuola in Presenza ne chiede l’eliminazione

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Dopo che anche il Portogallo ha fatto decadere l’obbligo, e nonostante il 31 marzo in Italia sia cessato lo
stato di emergenza, gli studenti italiani rimangono gli unici a dover mettere la mascherina a scuola: è ragionevole?

Se lo chiedono i genitori della Rete Regionale Scuola in Presenza, rimandando le mascherine al mittente. A renderlo noto è la referente della Rete, Stefania Montebelli, che per conto dei Comitati emiliano romagnoli della rete Scuola in Presenza ha sottoscritto la lettera inviata al Miur dalla Rete Nazionale Scuola in Presenza insieme all’associazione ContiamoCi.

Dentro alla missiva fisica, i genitori hanno spedito al Ministero anche una mascherina, e un dossier di nove pagine con relativa bibliografia scientifica sull’utilità della mascherina che racchiude l’invito a dare credito alla scienza, come già fatto più e più volte dal parte del Ministero alla Salute.

”Siamo ormai gli unici in Europa e fuori dall’Europa a pretendere l’utilizzo delle mascherine dentro la scuola, siamo certi che questo non possa che far riflettere – spiegano i genitori della Rete Scuola
in Presenza -. Bisogna essere prudenti. Non dobbiamo abbassare la guardia. Però è innegabile che la pandemia, oggi, non è la stessa di marzo 2020. Con la fine dello stato d’emergenza molte misure
restrittive vengono meno, ma l’Italia è la più lenta a ripristinare la normalità. Il caso che ora ci sta più a cuore è quello delle mascherine imposte a scuola”.

L’affermazione dei Comitati della Rete Nazionale Scuola in Presenza e dell’associazione ContiamoCi prende spunto dal documento elaborato sulla base di una poderosa bibliografia scientifica sull’efficacia dei dispositivi di protezione delle vie aeree.

Tra i molti contenuti evidenziati nel documento, il dato per cui l’Oms (Organizzazione Mondiale per la Sanità) non ha mai raccomandato l’uso generalizzato di mascherine e che nessuno studio scientifico dimostra l’efficacia delle mascherine nel contenimento della diffusione di virus come il Sars-Cov-2, e che invece è dimostrato che in passato esse abbiano avuto effetti controproducenti
in epidemie comparabili. La letteratura scientifica mostra che il rapporto rischi/benefici, specie per i bambini, sconsiglierebbe l’uso delle mascherine e che l’obbligo di mascherina è stato imposto dal
governo italiano sulla base di pareri di un Cts (Comitato Tecnico Scientifico) che non ha mai fornito le prove scientifiche delle sue valutazioni, e i cui verbali sono spesso ancora secretati.

”Almeno ora che lo stato d’emergenza è finito, possiamo fermarci a riflettere” invita Stefania Montebelli per conto dei genitori dei Comitati regionali. ”Avevamo già fatto presente l’8 aprile scorso con una lettera ai Ministri Speranza, Bianchi, Bonetti, Giorgetti e al Presidente Draghi che l’obbligo di utilizzo delle mascherine in ambito scolastico vigeva solo in Portogallo e in Grecia mentre in Francia e
in Belgio la mascherina a scuola è stata resa obbligatoria solo per periodi molto limitati. Ora anche il Portogallo ha lasciato cadere l’obbligo. Io stessa ho constatato personalmente nei giorni scorsi
come nemmeno nella Tube londinese, per bambini e ragazzi, ci sia obbligo di mascherina. Addirittura non è mai stata utilizzata in posizione statica in Olanda, Svizzera, Austria, Svezia, Finlandia, Danimarca, Norvegia, Regno Unito e parte della Germania. In Spagna, la Catalogna ha eliminato l’obbligo dal 21 aprile scorso. Psicologi e medici hanno ribadito più volte e con dati, le conseguenze dannose di
questo obbligo perpetrato, come disturbi dell’ansia, dell’alimentazione, del sonno, disturbi psichiatrici, autolesionismo e a ideazione suicidiaria, che è la causa più importante dell’incremento
esponenziale dei ricoveri nei reparti di neuropsichiatria, dove peraltro non ci sono spazi a sufficienza nemmeno per far fronte ad una domanda più che modesta. Il ritorno alla normalità – conclude – è
drammaticamente urgente, di cos’altro abbiamo bisogno per convincerci?”.

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