Solidarietà tra insegnanti vo cercando. Lettera

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Libero Tassella – La solidarietà è quella che non c’è mai stata tra noi insegnanti, non c’è e credo non ci sarà mai  la nostra categoria non ha storicamente e culturalmente i presupposti per essere solidale,

non lo è stata neanche nei momenti in cui prevaleva tra gli anni ’50 e’70 l’etica radicata sulle ideologie, al limite essi erano divisi tra insegnanti cattolici e insegnanti comunisti, missionari i primi e intellettuali organici al partito i secondi, ma erano uniti  pur con mille sfumature, solo per l’aspetto politico del loro credo ideologico; ma  su quello professionale erano non solo divisi ma addirittura il livello professionale era considerato elemento poco qualificante di identificazione della categoria stessa, complici i sindacati, ( qualcuno operaista teorizzò il nostro come non lavoro), eravamo ancora alla fine degli anni Ottanta e ai primi degli anni Novanta ed era considerato qualcosa di destra, ad esempio, parlare degli aspetti professionali e difenderli sindacalmente, ciò era etichettato come una scelta sindacale corporativa.

Questo fu denunziato da pochi, io l’unico che ricordi, fu un insegnante di Italiano e storia di Roma di origini calabrese, il prof Sandro Gigliotti che fondò il sindacato Gilda degli insegnanti che ebbe il coraggio di andare a parlare ai Camalli di Genova sulla necessità di difendere gli insegnanti dal punto di vista delle rivendicazioni professionali e economiche corporative appunto.

Io ragiono con pragmatismo, non facendomi soverchie illusioni, conoscendo bene gli insegnanti vecchi e giovani, precari e di ruolo, essi possono mobilitarsi, ma solo su problemi concretissimi, quando li riguardano personalmente, direi individualmente e con imminenza, insomma quando il problema e/o il pericolo è a pochi passi da loro, e da tempo sostengo che il problema del reclutamento e della pensione così antitetici si congiungono per una mobilitazione tra insegnati di ruolo e precari, i primi interessati ad uscire, da una legge infame che li ha bloccati, i secondi ad entrare superando una legge antica e infame che li tiene per anni in attesa , è su questo interesse uguale e contrario che bisogna puntare, costruire piattaforme congiunte, sollecitare la politica a trovare le soluzioni legislative, non facendo la rivoluzione, ma le riforme necessarie!

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