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Solidarietà, istruzione e lavoro: in un’UdA trasversale (Infanzia, Primaria e Secondaria) una scelta di libertà

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In occasione della “Giornata mondiale della pace 2022” (che non si deve confondere con la “Giornata internazionale della pace” che si celebra, nel mondo, il 21 settembre), Papa Francesco cercherà di rispondere alle domande sull’istruzione e su come essa contribuisca a una pace duratura, afferma il Vaticano. Una pace capace di durare nel tempo e nel mondo può essere raggiunta solo reagendo con energia e determinazione ai numerosi bisogni delle generazioni attuali ma anche e principalmente di quelle future, come ha avuto modo di confermare anche il Vaticano comunicando il tema che Papa Francesco ha scelto, quest’anno, per il suo messaggio per la “Giornata mondiale della pace” del 2022. Una giornata che ha finito con il coinvolgere il mondo intero e non solo i cattolici. Non esiste nazione democratica, infatti, che non si interroga, in quella giornata, sul valore della pace nel mondo a partire proprio da ciò che può e deve fare a scuola.

Il tema della commemorazione del 1° gennaio

La Giornata Mondiale della Pace è stata istituita dal Papa Paolo VI nel suo messaggio comunicato nel dicembre 1967 e fu celebrata per la prima volta nella nostra storia nel gennaio del 1968. Il tema della commemorazione del 1° gennaio 2022 sarà, quest’anno, proprio “Educazione, lavoro e dialogo tra generazioni: strumenti per costruire una pace duratura”. Tema sul quale sarà strutturato il messaggio che Papa Francesco stenderà proprio per l’occasione, come si ha modo di leggere in un comunicato dello Stato Vaticano pubblicato il 13 novembre 2021 che ha fatto il giro del mondo con una velocità impressionante e sul quale già alcune scuole hanno cominciato ad interrogarsi. Si legge nel comunicato che “l’istruzione, il lavoro e il dialogo sono in costante evoluzione” e che il messaggio di Papa Francesco “proporrà una lettura innovativa che risponda alle esigenze dei tempi attuali e futuri”. Sarà, di fatto ed in concreto, un invito “a leggere i segni dei tempi con gli occhi della fede, perché la direzione di questo cambiamento susciti nuove e vecchie questioni con le quali è giusto e necessario confrontarsi”.

La domanda di istruzione per rendere liberi e costruire la pace nel mondo

Il Pontefice attraverso il tema proposto ha già avviato un processo di confronto che, ne siamo convinti, anche a partire dalla nostra scuola, cercherà di dare risposte concrete alle domande sull’istruzione e su come essa collabori a una pace durevole nel tempo, ha confermato nella nota stampa il Vaticano. Affronterà anche il tema, assai dibattuto in questi anni e collegato strettamente all’istruzione, del lavoro che ha il merito (se esistesse davvero per tutti e nella stessa misura) di “rispondere più o meno ai bisogni vitali degli esseri umani in materia di giustizia e libertà”. Scrive Papa Francesco “è giunto il momento, quindi, che i governi sviluppino politiche economiche volte a invertire la proporzione dei fondi pubblici spesi per l’istruzione e per gli armamenti. Il perseguimento di un vero processo di disarmo internazionale non può che risultare vantaggioso per lo sviluppo dei popoli e delle nazioni, liberando risorse finanziarie meglio impiegate per la sanità, la scuola, le infrastrutture, la cura del territorio e così via”.

La solidarietà

Infine, la nota stampa del Vaticano ha anticipato che il messaggio del Pontefice Francesco analizzerà anche la misura in cui le generazioni sono alleate tra loro e se i governi “riusciranno a stabilire un orizzonte di pace” indispensabile per immaginare e costruire un futuro all’altezza delle aspettative dei nostri alunni. Il messaggio integrale del papa per la Giornata mondiale della pace è stato inoltrato, come vuole la tradizione, tramite i diplomatici accreditati allo Stato del Vaticano, ai potenti delle nazioni di tutta la Terra. Ma, come afferma il Pontefice nel suo messaggio, diramato l’8 di dicembre 2021, alla base della solidarietà c’è il dialogo. Scrive Papa Francesco “ogni dialogo onesto, oltre a uno scambio di opinioni corretto e positivo, richiede una fiducia di base tra i partecipanti. Dobbiamo imparare a riconquistare questa fiducia reciproca. L’attuale crisi sanitaria ha aumentato il nostro senso di isolamento e la tendenza all’egocentrismo”. E continua il Pontefice “alla solitudine degli anziani corrisponde nei giovani un senso di impotenza e la mancanza di una visione condivisa del futuro. La crisi è stata sì dolorosa, ma ha anche aiutato a tirare fuori il meglio dalle persone. Infatti, durante la pandemia abbiamo incontrato generosi esempi di compassione, condivisione e solidarietà in ogni parte del mondo. Il dialogo implica ascoltarsi, condividere punti di vista diversi, mettersi d’accordo e camminare insieme. Promuovere tale dialogo intergenerazionale significa rompere il terreno duro e sterile del conflitto e dell’indifferenza per gettare i semi di una pace duratura e condivisa”.

Un’UdA trasversale (Infanzia, Primaria, Secondaria di I grado) per parlare di pace, di giustizia e di futuro

Quale migliore occasione, quella offerta dal tema di quest’anno, per parlare nelle nostre classi di pace, di giustizia, di ambiente, di scuola e, congiuntamente, di futuro; il futuro a cui pensano le nuove generazioni intrappolate, talvolta, da una società egoistica, incapace di dialogare e di leggere i bisogni dei nostri alunni. Eccezionale la proposta progettuale offerta dall’Istituto comprensivo statale “Vietri sul mare” diretto, con una magistrale competenza, dalla professoressa Dott.ssa Milena Satriano. Un’Unità di apprendimento, ben articolata dagli eccellenti docenti dell’Istituto, che accompagna gli alunni della scuola dall’Infanzia alla Secondaria di I grado, attraversando la scuola Primaria. Un’unità interdisciplinare e trasversale che cerca di dare risposte individuando prospettive.

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