Solidarietà alle donne in gravidanza che devono sostenere il concorso docenti. Lettera

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Ho letto di più casi di gestanti che, nonostante la loro condizione, vengono obbligate a recarsi nei luoghi comunque prefissati per il concorso, senza alcun rispetto né umana sensatezza.

Ho letto di più casi di gestanti che, nonostante la loro condizione, vengono obbligate a recarsi nei luoghi comunque prefissati per il concorso, senza alcun rispetto né umana sensatezza.

A parte che le capisco personalmente, dal momento che nel 2011 intendevo partecipare al concorso per DS per la Toscana, quando scoprii che la data dello scritto era prevista il 13 ottobre, stesso giorno in cui finivo i miei nove mesi di gravidanza, e la signora dell'URP a cui mi rivolsi mi rispose seccata che non potevo certo pensare che cambiassero la data dello scritto per me.

Ma fra le competenze chiave europee non c'è la digitalizzazione?!! Con le classi 2.0, lim e roba varia, possibile che davvero non si riesca ad organizzare delle prove suppletive o comunque situabili altrove, per chi è impossibilitato al momento a recarsi fisicamente in un luogo?

Ma per i DSA non usiamo strumenti dispensativi? Ma per gli omosessuali non stiamo approvando leggi sulla parità e la non discriminazione?

Non è discriminazione questa? Un maschio non sarà mai al  nono mese di gravidanza in occasione di un esame.   E nemmeno un omosessuale che adotti o ricorra all' utero in affitto.

Cioè, fateci capire: in Italia le donne vengono al terzo posto? Prima i maschi, poi gli omosessuali e poi noi? Solo perché siamo in gravidanza?! Come stupirsi poi se la nostra società sta morendo e sta andando a rotoli. E chi legifera e decide sul  mondo della scuola, dell'educazione, ha  QUESTA sensibilità verso chi sta dando alla luce nuova vita? Ma questa è civiltà? È democrazia? È progresso?
Senza parole.

Tutta la mia partecipazione e comprensione alle colleghe gestanti che devono sostenere il presente " concorso".
Grazie

Anna Bettini

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