Soldi per la didattica a distanza e medici e infermieri senza dispositivi di protezione. Lettera

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Prof Roberta Cuozzo –  Ahimé si preannuncia un prolungamento non definito del periodo di sospensione dell’attività didattica.

Per tutta risposta tutte le scuole di ogni ordine e grado che non avevano ancora provveduto ad attivare piattaforme dedicate per DAD, in modo solerte sono corse ai ripari, anche in relazione ai fondi stanziati dal ministero e alle continue sollecitazioni dei genitori.
I server e la velocità di navigazione che incredibilmente fino ad ora avevano retto all’incremento di utenti dovuto all’isolamento casalingo forzato dalle circostanze presentano un significativo calo delle prestazioni.
Chiaramente tra docenti e allievi, il numero di utenti di scuole  di ogni ordine e grado diventa di difficile gestione e la tanto decantata digitalizzazione andava operata non certo in condizioni di emergenza.
Per cui tristemente anche con pc/tablet in comodato d’uso e dispositivi per la navigazione web forniti  ad hoc con le risorse stanziate dal ministero, moltissime famiglie nonostante le collaborazioni con la scuola hanno difficoltà a stare al passo.
A volte anche sotto pressanti, tacite o meno, richieste di docenti, loro malgrado ‘sollecitati a sollecitare’ un riscontro dagli allievi a seguito di richieste di monitoraggio di attività.
Tutto questo in molti casi non fa che inasprire una situazione che è già oggettivamente difficile da sostenere per ben più gravi motivi.
In questo momento la scuola deve come obbligo morale essere vicina alle famiglie e gli allievi senza che nemmeno uno, soprattutto tra quelli che vivono in situazioni economiche-socio-culturali più disagiate resti indietro.
Magari sfruttando anche la riprogrammazione in tal senso dei canali pubblici nazionali rimodulata per proporre un palinsesto più ricco e vario a livello culturale, soprattutto per i più piccoli.
Per cui ho solo due sole domande:
1) non sarebbe più opportuno convogliare i soldi stanziati per una didattica a distanza in ambito sanitario dov’è c’è una drammatica  richiesta anche di semplici protezioni di prima necessità per la salvaguardia di medici e  infermieri che operano in prima linea?
2) perché non lasciare disponibile più spazio in termini di occupazione di banda per far dialogare laboratori biologici e strutture sanitarie in genere, non solo a livello nazionale ma a livello mondiale in uno stato di emergenza che vede coinvolto l’intero pianeta?

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