Social network, il monito del Garante: i bambini con meno di 14 anni non devono iscriversi da soli

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Tik Tok adotterà misure per bloccare l’accesso agli utenti minori di 13 anni e valuterà l’uso di sistemi di intelligenza artificiale per la verifica dell’ età. L’App lancerà una campagna informativa per sensibilizzare genitori-figli.

Lo ha comunicato la piattaforma social al Garante della protezione dei dati personali, dopo il blocco imposto nei giorni scorsi dal’Autorità, in seguito alla bimba di 10 anni morta soffocata durante un gioco seguito sul social.

Il Garante si è riservata di verificare l’efficacia delle misure annunciate.

Le parole dell’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza

“I bambini con meno di 14 anni non devono iscriversi da soli ai social network. È urgente che sia data attuazione alle misure previste dalla direttiva europea sui servizi dei media audiovisivi. I gestori delle piattaforme devono essere costretti ad accertare seriamente l’età degli utenti: non basta un’autodichiarazione o un documento. Vanno attivati sistemi che la tecnologia consente già di utilizzare. Inoltre devono essere resi operativi meccanismi efficaci di blocco dei contenuti non appropriati”.

Così Carla Garlatti, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, che tiene comunque a ricordare quanto prezioso e di fatto irrinunciabile possa essere il web.

“Senza la rete i ragazzi di Fridays for future, ad esempio,- sostiene – non avrebbero potuto divenire un movimento globale. Allo stesso modo, in questi giorni di pandemia, internet ha consentito loro di tenersi in contatto con gli amici, i nonni o i genitori separati. La rete, inoltre, è un mezzo prezioso per esprimersi, informarsi, apprendere e giocare. È anche uno spazio che figli e genitori possono condividere: per questo è importante che madri e padri conoscano il mondo online e che non tengano in rete comportamenti che trasmettono ai ragazzi esempi negativi”.

Per la Garante è fondamentale che i genitori vigilino.

“Non ci sono solo Tik Tok e altre app che – sottolinea – attraggono i più piccoli, occorre anche prestare attenzione ai sistemi messaggistica, ai canali sui quali si veicolano le sfide estreme, ai giochi online che richiedono acquisti o possono avvicinare al gioco d’azzardo”. Secondo la Garante all’Infanzia alla base di tutto questo ci deve essere, da parte di adulti e minorenni, una maggiore consapevolezza anche delle insidie e dei rischi: “Le iniziative didattiche ed educative vanno rafforzate sin dalla scuola primaria. Occorre inoltre che sia attivata quanto prima la ‘Consulta dei diritti e dei doveri del bambino e dell’adolescente digitale’, come previsto dalla legge 92 del 2019 che ha introdotto l’educazione digitale come branca dell’educazione civica. L’Autorità garante, che per legge è chiamata a farne parte – conclude -, è disponibile a dare il proprio contributo”

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