S.N.I.S.: per risolvere la questione “precariato” occorre un atto di coraggio, anzi, più di uno

Di Lalla
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Andrea Iuliano – Assistiamo continuamente a posizioni contrapposte tra gruppi politici, sindacati, Governo, per quanto riguarda la soluzione del precariato della scuola. Il Governo precedente ha deciso di voltare pagina per quanto riguarda il sistema di reclutamento dei docenti, senza definire i dettagli e senza una soluzione per tutti i docenti precari che possono vantare diritti acquisiti.

Andrea Iuliano – Assistiamo continuamente a posizioni contrapposte tra gruppi politici, sindacati, Governo, per quanto riguarda la soluzione del precariato della scuola. Il Governo precedente ha deciso di voltare pagina per quanto riguarda il sistema di reclutamento dei docenti, senza definire i dettagli e senza una soluzione per tutti i docenti precari che possono vantare diritti acquisiti.

Non è riuscito a dare spiegazioni plausibili agli studenti che frequentano il corso di laurea in SFP, ai quali ingiustamente è stato precluso l’accesso alle GaE, nonostante all’atto dell’immatricolazione la normativa prevedesse il contrario, hanno di colpo fatto svanire le loro aspettative di lavoro.

Hanno riaperto le graduatorie d’istituto ai non abilitati illudendoli di fatto sulle reali aspettative di lavoro, generando ulteriore precariato.

Per ovviare a taluni inconvenienti, nonché per evitare ulteriori contenziosi, il Governo, su questioni così sensibili dovrebbe assumere una posizione chiara e intransigente dopo aver messo a tacere tanto malcontento, adoperarsi con proposte che garantiscono alla maggior parte degli insegnanti precari serenità e prospettive di lavoro veritiere e dignitose.

Lo SNIS propone soluzioni radicali per il precariato della scuola, le proposte di seguito elencate saranno oggetto di ulteriori approfondimento con il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca Scientifica nei prossimi giorni.

Per i motivi in precedenza esposti proponiamo:

  • unica graduatoria nazionale per ogni ordine e grado di scuola e/o classe di concorso esclusivamente per le assunzioni a TI;
  • graduatorie regionali per le assunzioni a TD;
  • sostituzione delle graduatorie di terza fascia con richiesta di disponibilità, da ripetere ogni anno, ai Dirigenti scolastici per supplenze brevi, graduati in ai titoli posseduti.
  • assunzione a TI su tutti i posti disponibili, di sostegno e non.
  • possibilità di inserimento nella graduatorie nazionale e provinciale di tutti i laureandi in SFP iscritti dall’anno accademico 2008/2009, nonché i diplomati magistrale che hanno conseguito il titolo entro l’anno 2002, il loro titolo è già abilitante per legge.
  • Prevedere un percorso abilitante e successivo inserimento nelle graduatorie di cui al primo punto, per tutti coloro che possono vantare titoli servizio, e attivazione di corsi di specializzazione per le attività di sostegno riservati ai docenti che hanno prestato servizio, almeno per 180 giorni, senza il possesso del prescritto titolo.

Soltanto dopo aver soddisfatto quanto detto in precedenza, potremmo assistere ad una drastica riduzione dei contenziosi e la politica potrà finalmente discutere serenamente di TFA, concorso e quant’altro.

Con quanto detto non abbiamo la presunzione di stravolgere gli obiettivi del Governo, ma stimolare tutti ad una serena riflessione sugli argomenti citati, senza voler in alcun modo deviare le intenzioni della politica, anzi, riteniamo che gli obiettivi proposti dal Governo sono lodevoli, la loro attuazione è possibile soltanto dopo aver soddisfatto i diritti acquisiti alcune decina di migliaia di docenti precari, ai quali va tutta la nostra solidarietà, dopodiché si potrà voltare pagina con serenità. Infine, un appello a quanti volessero dare un contributo al sindacato per l’apertura di una nuova sede, esso è volontario e avrà validità annuale.

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