Confsal-Snals: modificare radicalmente il decreto Sostegni bis. Cancellare la preselezione in ingresso

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Il segretario generale Confsal, Angelo Raffaele Margiotta, e il segretario generale dello Snals, Elvira Serafini, sxrivono a tutte le Forze politiche del Parlamento per chiedere di cambiare radicalmente il decreto Sostegni bis. “Un sistema educativo di istruzione e formazione affidabile e di valore – esordiscono-, che possa operare con forza in tutto il Paese, è una ricchezza imprescindibile per l’Italia e, quindi, fine ultimo da raggiungere con l’impiego di tutte le forze”.

“La diffusione del Covid-19 ha aumentato il bisogno di azioni urgenti tra cui quella per permettere l’ordinato avvio in presenza e in sicurezza del prossimo anno scolastico con i necessari organici del personale”, proseguono.

“Tutto ciò richiede un comune e forte impegno delle Parti Sociali ma, soprattutto, della Politica. Urge, pertanto, un’immediata azione del Governo per cambiare e, quindi, poter utilizzare al meglio il decreto Sostegni bis, che, al momento, opponendosi alla realizzazione del recente Patto firmato dallo stesso Governo con le Organizzazioni sindacali, ostacola il fine ultimo sopra evidenziato.

L’elevato numero, peraltro in continua crescita negli ultimi anni, di precari del mondo della scuola richiede atti urgenti per la loro reale e complessiva stabilizzazione e, quindi, nuove e più veloci modalità di reclutamento rispetto a quelle peraltro già in parte previste dallo stesso decreto”, sottolineano i segretari.

“Nelle richieste di modifica del provvedimento assume un ruolo importante la cancellazione della preselezione in ingresso, che non ha più motivo di esistere alla luce delle urgenti necessità del mondo della scuola. Non vi è più alcun bisogno di fasi transitorie, urge, invece, l’avvio di un nuovo e più efficiente sistema di reclutamento che a regime prevenga il formarsi di nuovo precariato. Lo Snals-Confsal chiede da tempo che tutta la materia sia oggetto di uno specifico tavolo di confronto
per il raggiungimento di adeguate e soprattutto definitive soluzioni.

Nella speranza che le nostre giuste istanze possano trovare il dovuto accoglimento nelle azioni del Governo e del Parlamento, restiamo in fiduciosa attesa di cortese riscontro”, concludono.

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