Smartphone, un filmato di “uscita dal mondo”

di redazione
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Inviato da Gianfranco Scialpi – Smartphone, un filmato illuminante di “uscita dal mondo”.

Sempre più connessi, ma soli. Viviamo in una “bolla virtuale”. La realtà però sta sempre davanti a noi, facendoci fare delle pessime figure e purtroppo anche…

Smartphone, un filmato illuminante di “uscita dal mondo”
Smartphone, il filmato pubblicato da “Focus” restituisce con toni leggeri la nostra condizione: siamo sempre più proiettati fuori dal mondo! In altri termini, siamo dentro un processo di “uscita al mondo”. Connessi o iperconnessi con la realtà virtuale, ma soli.

La leggerezza del virtuale, costituita da relazioni liquide, informazioni che non diventano conoscenze, dalla trasfigurazione dei corpi, domina le nostre menti. E’ una realtà addomesticata dal narcisismo senza prospettive (C. Lasch), dove non esiste la complessità che genera problemi. La loro insorgenza è azzerata con la disconnessione (=blocco o eliminazione di un contatto).

Altre volte si impedisce al problema di “venire alla luce”, attraverso la pratica del “Copia e incolla”, che ha sostituito la ricerca ragionata, l’approfondimento….
La versione giovanile la generazione Hikikomori
Di questa realtà diffusa esiste la versione giovanile che si declina nella sindrome Hikikomori. I sintomi: la propria stanza come ambiente vitale prevalente, la rarefazione di rapporti reali con i pari, l’assenza di dialogo in famiglia, la riduzione delle capacità emotive e ed empatiche…

Spesso sottovalutato o ignorato dai genitori, perché sono assenti comportamenti di rilevanza sociale, rimanda ad una condizione di inadeguatezza rispetto alla complessità della realtà.

La soluzione è il ritiro dalla vita reale e la conseguente immersione in un contesto virtuale e immaginario, fatto di videogames e giochi di ruolo. Il controllo si realizza nella scelta degli ambienti virtuali, del tempo di permanenza in ognuno di essi, nella scelta degli interlocutori. Si è liberi di postare qualunque cosa, aiutati anche dall’assenza del corpo che nella vita reale può consolidare o tradire le parole. La liquidità è il paradigma di questo contesto, dove l’assenza di futuro è occupato dal “qui e ora”.
Ma la realtà…

Questa è la situazione ben definita da V. Andreoli con il titolo del suo ultimo lavoro “Homo stupidus” che conferma le tesi di chi ritiene che Internet ci renda stupidi (N. Carr, 2010) o favorisca la demenza digitale ( M. Spitzer, 2013).

A questo occorre aggiungere che la realtà fisica non è annullata. Semplicemente non abita più la nostra coscienza. Lo dimostra il filmato con i “divertenti finali” e anche con l’ultimo (purtroppo).

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