Smartphone, Papa Francesco: occorre dosare l’uso dello smartphone, meglio dialogare di persona

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Il dialogo col telefonino, “è virtuale, liquido, non è concreto” e non consente “quell’apostolato dell’orecchio” di cui oggi c’è più che mai bisogno poiché “la mancanza di ascolto è una delle malattie attuali più brutte”.

Lo ha detto papa Francesco rispondendo a braccio alle domande dei bambini della parrocchia di borgata Ottavia dove sta compiendo una visita.

“Immaginate questo – ha spiegato – a tavola un papà, una mamma, un bambino, una bambina, ognuno di loro col proprio telefonino, tutti parlano ma parlano fuori, tra loro non dialogano, questo è il problema, quindi dico a voi giovani, come si comincia? Sbloccando le orecchie. Per esempio quando vai a visitare un malato stai zitto prima, dai un abbraccio, una carezza, poi una domanda e lo lasci parlare, ha bisogno di sfogarsi o magari di non dire nulla e di essere guardato”.

“Al primo posto – ha dunque sintetizzato Francesco – c’è il cuore e solo al secondo la parola”. “Si dice – ha anche aggiunto – che noi preti dobbiamo parlare a nuora perché suocera intenda, ecco io lo dico ai bambini perché imparino anche i grandi”.

Francesco ha spiegato anche che il compito del Papa è portare “la pace nel mondo, ma non solo il Papa lo devono fare tutti nella famiglia, nella scuola con i compagni. Se tu ti arrabbi col compagno che cosa devi fare? Fai la pace e continui ad andare avanti”.

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