Smart working Pa, via libera alle linee guida: per esigenze di servizio, il lavoratore può essere richiamato in sede

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Il Ministero della Pubblica Amministrazione ha pubblicato le linee guida che regolamentano lo smart working. Lo scopo delle linee guida è indicare le modalità di svolgimento del cosiddetto lavoro agile, considerando il diritto alla disconnessione, alla formazione specifica, alla protezione dei dati personali, alle relazioni sindacali, al regime dei permessi e delle assenze.

Il lavoro agile viene svolto senza vincoli di orario, ma considerando il numero massimo di ore (giornaliere e settimanali) previste dal CCNL. Per esigenze di servizio, il lavoratore può essere richiamato in sede. Le amministrazioni devono prevedere una rotazione dei dipendenti autorizzati alla prestazione, garantendo la prevalenza del lavoro in presenza.

Ovviamente al lavoratore deve essere fornita un’adeguata dotazione tecnologica e devono essere utilizzati idonei strumenti per la protezione dei dati trattati durante la prestazione. L’amministrazione deve inoltre assicurare il costante aggiornamento dei sistemi di sicurezza.

Per l’accesso da Internet alle risorse e alle applicazioni dell’amministrazione è necessario l’uso di sistemi di gestione dell’identità digitale, come CIE e SPID. In alternativa è possibile utilizzare una VPN. In caso di problemi tecnici che impediscono o rallentano l’attività di smart working, il dipendente deve informare il proprio dirigente.

I dipendenti che scelgono il lavoro agile devono ricevere una formazione preliminare all’uso di piattaforme e strumenti previsti dall’amministrazione

“Oggi siamo arrivati alla conclusione del confronto con le organizzazioni sindacali sulle linee guida per lo smart working nella Pubblica amministrazione, che anticipano ciò che sarà definito entro l’anno nei contratti di lavoro. Il testo, adesso, sarà inviato alla Conferenza Unificata”.

Lo ha detto il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, durante l’incontro finale con i sindacati sulle nuove linee guida in tema di smart working nella Pa. I sindacati hanno espresso soddisfazione nel merito e nel metodo.

“Dopo il parere della Conferenza, le 32.000 amministrazioni pubbliche saranno tenute a rispettare le linee guida, un ponte rispetto ai contratti. Alla fine del percorso, come avevamo concordato nel Patto Governo-sindacati del 10 marzo, il lavoro agile sarà contrattualizzato, dotato dei necessari e sicuri strumenti tecnologici, organizzato per obiettivi, finalizzato alla soddisfazione di cittadini e imprese, all’efficienza e alla produttività. Esprimo il mio orgoglio per il lavoro svolto: per la Pa abbiamo trovato le soluzioni più avanzate ed efficienti”. 

“Abbiamo costruito insieme – ha sottolineato il ministro – uno strumento intelligente e flessibile, affidato, da un lato, all’intelligenza della contrattazione e, dall’altro lato, all’autonomia delle singole amministrazioni. Anche alla luce dell’evoluzione della pandemia, su cui io sono moderatamente ottimista, non ci saranno più decreti d’autorità sullo smart working nella Pa. Le decisioni saranno assunte dalle singole amministrazioni che, attraverso i Piani integrati di organizzazione e attività (Piao), organizzeranno il lavoro agile in modo autonomo. La Pubblica amministrazione sta dando una grande lezione di responsabilità”.

Confsal: “Tenere in considerazione anche la scuola”

“Apprezziamo l’accoglimento di diverse nostre proposte ma riteniamo che il testo delle linee guida possa essere ulteriormente migliorato tenendo in considerazione le specificità dei diversi comparti del pubblico impiego, in particolare di Scuola e Sanità che a causa della risalita del numero dei contagi stanno affrontando le maggiori difficoltà”. Questo è il commento del segretario generale della Confsal, Angelo Raffaele Margiotta, al termine del tavolo sulle Linee guida sul lavoro agile presso il ministero della Funzione pubblica.

La Confsal, rappresentata al tavolo dal vice segretario generale Lucia Massa, ha fatto presente al ministro Brunetta che riguardo alla Scuola, per la quale assistiamo in alcune regioni alla triplicazione delle quarantene con migliaia di alunni e docenti posti in isolamento, pur essendo prevista, la Dad rappresenta una misura che riguarda solo una parte del personale scolastico, ossia i docenti. Per il personale amministrativo si è infatti fermi a una norma contrattuale del 2007 che richiama il telelavoro, dunque l’applicazione di un istituto che è ben altra cosa rispetto al lavoro agile.

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