Smart working nella Pa, Zangrillo: “Serve una rivoluzione culturale oltre che organizzativa”

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“Lo smart working è ormai utilizzato in tutto il mondo e non vedo perché la pubblica amministrazione, che nel 2023 avrà 680 mila lavoratori agili rispetto ai 570 mila di quest’anno, debba essere diversa dal privato. Serve però una vera rivoluzione culturale, oltre che organizzativa, finalizzata a rendere il lavoro agile pienamente efficace, così da non pregiudicare i servizi erogati agli utenti”.

Così il ministro della Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, in una intervista a Il Messaggero.

“La misurazione della performance – prosegue il ministro – non deve essere un tabù: occorre passare dalla logica di controllo a quella della responsabilità, ovvero definire gli obiettivi e misurare i risultati. Un compito che il Codice di comportamento dei dipendenti pubblici, approvato il primo dicembre dal Consiglio dei ministri in attuazione del decreto-legge Pnrr2, affida ai dirigenti”. 

Poi a proposito del rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici per il triennio 2022-2024, Zangrillo spiega: “Bisogna guardare al futuro, ma con senso di responsabilità. Confermo quindi l’impegno a coltivare un dialogo costruttivo con le parti sociali, per avviare una nuova stagione contrattuale che tenga in considerazione il particolare momento in cui viviamo” e “confermo l’impegno a cercare le risorse finanziarie, nell’ambito degli equilibri di bilancio, ai primi segnali di ripresa dell’economia, speriamo già nei prossimi mesi”.

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