Sit-in dei presidi, cosa chiedono al ministro Carrozza‏

di Giulia Boffa
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GB – I presidi si preparano al sit in del 23 gennaio, come abbiamo anticipato in questo articolo.

GB – I presidi si preparano al sit in del 23 gennaio, come abbiamo anticipato in questo articolo.

Cosa rivendicano i dirigenti scolastici? Riassumiamo brevemente quello che l’ANP ha scritto in questo comunicato. Si può partire dal dimensionamento scolastico, che ha tagliato negli anni circa 2.000 istituti, dai 10.400 del 2010 siamo giunti agli 8.000 di oggi, non diminuendo gli alunni e i plessi, ma semplicemente accorpando e quindi aumentando gli adempimenti già gravosi di un singolo plesso.

A questa situazione si aggiungono altre procedure amministrative da adempiere e di cui si ha la responsabilità, come le nuove norme che interessano l’anti-corruzione, gli appalti, la dematerializzazione degli atti, la trasparenza. Tutto questo senza che si sia deciso di aumentare gli stipendi, anzi il contratto è fermo al 2010, e in più sono state previste delle decurtazioni, come sostiene l’Associazione Nazionale Presidi.

Il ministero dell’Economia chiede di trattenere infatti i 6 milioni dal fondo per la retribuzione di posizione e risultato, alimentato dal pensionamento dei dirigenti, mentre altri 5 milioni, che fin dal 2010 dovrebbero servire per la perequazione retributiva dei dirigenti più giovani, aspettano ancora di essere stanziati definitivamente. Intanto ai presidi della Campania e della Calabria è stato intimato il recupero forzoso di migliaia di euro ciascuno, un po’ come avvenuto per i 150 euro dei docenti: in questo caso i presidi non sono riusciti a far valere le loro ragioni, diversamente dai docenti.

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