Sinopoli (Flc Cgil): “Per riaprire in presenza i vaccini da soli non bastano. Passare dagli impegni ai fatti”

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Il segretario generale della FLC CGIL, Francesco Sinopoli, entrando nel vivo del dibattito che sta rimbalzando su tutti gli organi di stampa a proposito di vaccini e ripresa in presenza afferma in un comunicato che “raggiungere la massima copertura vaccinale possibile per il personale scolastico è fondamentale. Riteniamo che vaccinarsi sia un dovere civico per chi lavora nella scuola e per primi abbiamo chiesto già a novembre dello scorso anno che il personale scolastico avesse una corsia preferenziale. A questa campagna la scuola ha aderito in massa, almeno fino a quando non è stata interrotta la corsia riservata. Sull’obbligo, poi, laddove non si raggiungano i risultati sperati, deciderà giustamente lo Stato con una legge che andrà rispettata, ma ritenere che ciò possa risolvere tutti i problemi di settembre è una grave sottovalutazione. Ci sono oltre 8 milioni di studenti che non sarà materialmente possibile vaccinare in massa in un mese. Oltre al fatto che il vaccino non è previsto al di sotto dei 12 anni“.

Pertanto, prosegue Sinopoli, “non è credibile ritenere che da sola la campagna di vaccinazione risolva i problemi che la scuola vive da troppi anni amplificati dal contesto pandemico, e che si possa tornare in presenza e in sicurezza allo stesso modo in tutti gli ordini e gradi di scuola senza adottare anche altre misure“.

Inoltre, “abbiamo evidenziato, nel corso del primo incontro sul protocollo sicurezza, le inadeguatezze delle misure fino ad oggi previste e dall’intero quadro normativo delineato con i due decreti ‘Sostegno’. E abbiamo ribadito, unitariamente, l’urgente necessità di approfondimenti col Cts sul mantenimento del distanziamento anche alla luce della contagiosità delle nuove varianti e sull’utilizzo dei dispositivi di protezione“. “Nei fatti”, aggiunge Sinopoli, “dobbiamo purtroppo constatare che alcune
delle scelte urgenti e concrete, sulle quali occorreva intervenire subito, tardano ad essere prese. Scelte che, assieme alla campagna vaccinale, contribuirebbero a concretizzare una soluzione ragionevole, possibile e soddisfacente”.

Sinopoli fa riferimento alla questione degli organici: “Insufficienti, addirittura minori dello scorso anno e recuperate solo nelle pieghe del bilancio del ministero le risorse sull’organico aggiuntivo, cosiddetto covid che potrebbe tamponare l’emergenza mai risolta del sovraffollamento delle classi in molti contesti. Insufficienti anche gli spazi, che all’oggi sono pure in numero inferiore allo scorso anno
scolastico, perché molte convenzioni non sono ancora state rinnovate. Totalmente eluso il nodo dei trasporti, uno dei principali problemi. Chiediamo di decidere e di investire maggiori risorse su queste priorità, prima di trovarci improvvisamente e di nuovo nella necessità di chiudere le scuole e di tornare alla didattica a distanza“.

Infine, Sinopoli sostiene che “probabilmente il governo scommetteva su una diversa curva dei contagi e puntava a risparmiare risorse proprio sulla scuola. Temiamo che, l’incremento dei contagi che vediamo oggi, si ripercuoterà sull’avvio dell’anno scolastico, con l’aggravante per il governo di aver avuto molti mesi a disposizione per affrontare l’inizio dell’anno scolastico in un contesto di pandemia. Bisognava quanto meno implementare le misure adottate lo scorso anno per una scuola non solo in presenza per tutte e tutti ma anche per dare un segnale chiaro di voler invertire la rotta sulle politiche dell’istruzione. L’impressione è che purtroppo non sia così. Ecco perché occorre passare dagli impegni assunti ai fatti concreti“.

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