Sinistra Italiana all’attacco di Valditara: “Vuole far diventare la scuola un’agenzia di collocamento”. TESTO Proposta di legge

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“La scuola pubblica è la più importante ‘infrastruttura’ del Paese, in questi tempi oggetto di una grande offensiva: dal governo Berlusconi che nel 2008 tagliò di netto 8 miliardi, l’istruzione pubblica è stata messa ai margini, svilito il ruolo di chi ci lavora e svilita la sua funzione di emancipazione”.

Così Nicola Fratoianni, segretario generale di Sinistra italiana e deputato dell’Alleanza Verdi-Sinistra, presentando oggi nella sala stampa di Montecitorio proposta di legge di Sinistra Italiana “Promossa! per la scuola che vogliamo”.

“Un attacco che ha progressivamente guadagnato spazio in questi primi mesi di governo delle destre: dal nome del ministero dell’Istruzione e del merito, come se fosse difficile capire che quando separi il merito dalla parità di condizioni il merito si trasforma in privilegio; all’umiliazione come principio pedagogico; fino alla preoccupante lettera di Valditara alle famiglie sui mestieri che punta a tramutare lo spazio dello studio in un’agenzia di collocamento”.

“Il tempo dello studio dovrebbe essere tempo sacro da mettere in sicurezza – sottolinea Fratoianni – perché è il tempo in cui i giovani costruiscono il loro futuro. L’istruzione prende i bambini e le bambine dalla famiglia e li proietta in uno spazio corale che dovrebbe ridurre le diseguaglianze”.

Invece, per Fratoianni la scuola, baluardo della democrazia, è sotto attacco. Un attacco del quale “l’autonomia differenziata rappresenta il colpo finale ed è per questo che noi ci opponiamo a quel disgraziato strumento normativo”.

“Siamo favorevoli all’innalzamento dell’obbligo scolastico a 18 anni. Abbiamo un ministro che sta tentando di indurre a un’anticipazione della scelta dei ragazzi sulla scuola a cui iscriversi e manda lettere con dati non esaustivi sugli sbocchi lavorativi che sembrano suggerire solo una scelta di percorso. Bisogna andare in tutt’altra direzione e spostare il momento della scelta più avanti in modo che ci sia una maggiore consapevolezza e che lo spazio dello studio venga difeso”. Così Elisabetta Piccolotti (Alleanza Verdi-Sinistra), membro della commissione Cultura di Montecitorio.

Sull’alternanza scuola-lavoro “abbiamo chiesto al ministro di ascoltare le organizzazioni studentesche che da tempo protestano e abbiamo depositato una richiesta di indagine conoscitiva perché è incredibile che dopo la chiusura dell’osservatorio che si occupava del monitoraggio della qualità dell’alternanza scuola-lavoro non ci siano più stati dati esaustivi. Le Commissioni Cultura e Lavoro devono innanzi tutto approfondire e capire quali sono i rischi che si nascondono in questo istituto che ha visto la morte di tre ragazzi. Un rapporto studenti-imprese non è da escludere, ma questo rapporto non si può considerare come un lavoro, perché questo purtroppo spesso accade, con i rischi che ne conseguono. Noi siamo per tornare a separare il mondo della scuola da quello del lavoro. La formazione si fa attraverso corsi organizzati dalle imprese non dalla scuola. E soprattutto, no a quello che io chiamerei ‘obbligo di sfruttamento”.

TESTO PROPOSTA DI LEGGE

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