Sindacati: in Emilia Romagna insufficienti le immissioni in ruolo per docenti e Ata

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Troppo pochi i 5.000 posti di immissione in ruolo dei docenti e i 500 del personale Ata destinati all’Emilia Romagna.

I sindacalisti di Cgil, Cisl, Uil, Gilsa e Confsal lo hanno rivendicato in una nota congiunta ripresa dalla Rassegna sindacale.it.

I numeri destinati sono insufficienti e inadeguati a soddisfare il fabbisogno in questa regione.

La scuola – hanno affermato – ha bisogno di certezze, di programmazione, di stabilità, di continuità didattica, di risorse professionali adeguate, di investimenti e non può essere terreno di scorribande politiche. Era dicembre 2018 quando i sindacati hanno formalizzato, per la prima volta al Ministro Bussetti, la proposta per un piano straordinario di assunzioni per dare risposta all’emergenza precariato, che si preannuncia grave anche per il prossimo anno scolastico. Nonostante la sottoscrizione dell’intesa del 24 aprile scorso, firmata anche dal premier Conte, a tutt’oggi mancano le misure straordinarie concordate per superare il precariato del personale docente e ATA, compresi i facenti funzione Dsga e le risorse aggiuntive per il prossimo rinnovo contrattuale“.

I sindacalisti se la prendono con le liti nella maggioranza e ritengono che tale situazione non può pregiudicare il destino della scuola italiana che invece andrebbe messa al centro delle politiche.

Gli annunci non bastano più – si legge ancora nella nota – e il tempo della propaganda è finito. Occorre un provvedimento urgente per scongiurare un anno scolastico all’insegna dell’incertezza e per evitare l’ennesima procedura di infrazione della Commissione europea, per abuso di contratti a tempo determinato nel comparto della pubblica istruzione. Le 53.627 assunzioni di docenti autorizzate dal Mef (di cui molte previste in discipline in cui non vi sono candidati nelle graduatorie concorsuali, come ad esempio il sostegno nella nostra regione) sono assolutamente insufficienti a coprire le circa 130mila cattedre vacanti. La copertura con contratti a tempo indeterminato di tutti i posti disponibili e per tutte le professionalità rappresenta una misura indispensabile per assicurare la qualità del sistema. Servono per questo  tempi certi nelle decisioni“.

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