Sidoti (pedagogista): supporto pedagogico nelle scuole per aiutare insegnanti, genitori e alunni

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Di Massimo Luciano Sidoti, Pedagogista – In questi lunghi anni abbiamo tentato invano di far sentire la nostra voce, nonostante le facoltà sfornassero fior di pedagogisti non si è mai riuscito a capire il perché non si potesse istituire un albo pedagogico.

Il pedagogista merita un riconoscimento di autorevolezza in campo pedagogico in quanto interviene in molteplici settori: opera nei servizi e nei presidi socio-educativi e socio-assistenziali, nei confronti di persone di ogni età, prioritariamente nei seguenti ambiti: educativo, formativo, scolastico, culturale, giudiziario, ambientale, sportivo e motorio, dell’integrazione e della cooperazione internazionale, nonché nei servizi e nei presidi socio-sanitari limitatamente agli aspetti socio-educativi.

Oggi più che mai dove si evidenzia la povertà educativa occorre un professionista dell’educazione, consapevole, capace e determinante, ma soprattutto lungimirante nel prospettare nuove linee pedagogiche che abbiano le capacità di distinguere qual è la via maestra per raggiungere l’obiettivo finale.

Occorre fare un salto di qualità, soprattutto nel mondo della scuola con professionisti preparati consapevoli del sapere pedagogico.
Ad oggi il pedagogista è molto penalizzato, notiamo proposte di leggi con articoli scorretti e sovrapposizioni di ruoli che creano confusione. Pertanto, squalificano le nostre competenze acquisite con studi ben precisi.

In ambito scolastico il pedagogista possiede una laurea magistrale (ambito scolastico la laurea quadriennale in pedagogia o la laurea magistrale racchiude le classi LM 50, LM 57, LM 85, LM 93 o le lauree previste dall’articolo 1, comma 595, della legge 27 dicembre 2017, 205). Dunque, le varie competenze formative acquisite in diverse discipline ci mostrano le molteplici capacità di sopperire a tutte le situazioni di disagio formativo educativo con un impronta pedagogica che arricchisce le potenzialità di chi le vive. Altresì, il governo sovrapponendo con una proposta di legge il ruolo dell’educatore scolastico con laurea triennale in Scienze dell’educazione (L19) o il possesso della qualifica di educatore professionale socio-pedagogico come stabilito dall’articolo 1, comma 595, della legge 27 dicembre 2017, 205 crea confusione tra le due distinte figure professionali.

Le leggi che si sono susseguite in questi ultimi anni sono state inadeguate, pertanto un governo capace deve porre rimedio a queste inadempienze riscrivendo il DDL con la collaborazione di pedagogisti competenti in materia.
Auspico che il nuovo governo e soprattutto il nuovo Ministro dell’istruzione comprendano che la scuola è un micro organismo che va accudito.
Mi auguro che il nuovo ministro sia capace di scindere il sistema educativo dal sistema formativo analizzando i due diversi aspetti.

Si spera che nelle scuole sia inserita la figura del pedagogista come supporto pedagogico per aiutare gli insegnanti, i genitori e gli alunni a curare le relazioni interpersonali ma anche ad imprimere relazioni emotive e trasmettere il senso civico, nonché educativo.

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