Sicurezza scuole, Anief: tutto rimane come prima: i presidi saranno costretti a chiuderle

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UDIR – A Montecitorio si vivono giorni di lavoro intenso: prima dello scioglimento delle Camera, si stanno infatti inserendo nel ddl 4768 le ultimissime modifiche alla Legge di Stabilità, con caratteristiche quasi sempre di disposizioni d’urgenza.

 Tra queste figura sicuramente un emendamento Udir sulla sicurezza delle scuole, presentato dal vice-presidente dell’XI Commissione Lavoro pubblico e privato, Walter Rizzetto, appartenente a Fratelli d’Italia, che però non sembra abbia avuto il via libera dalle altre Commissioni.

Il giovane sindacato non ci sta. E invia un ultimo appello al Governo: se l’emendamento sarà bocciato anche nella legge di bilancio, inviteremo i dirigenti scolastici a chiudere le scuole non in sicurezza. Non possiamo permettere che siano arrestati, come è accaduto all’ex preside del Convitto dell’Aquila, crollato a seguito del terremoto del 2009, al quale di recente il Capo dello Stato ha concesso una grazia parziale sulla condanna penale di alcuni anni, quando non sono nelle condizioni di esercitare il ruolo di datore di lavoro. Né possono essere incarcerati non avendo i poteri di spesa.

Nell’emendamento, proprio per evitare che si continui ad attuare questa ingiustizia, è specificato che “i dirigenti delle istituzioni scolastiche sono esentati da qualsiasi responsabilità civile, amministrativa e penale dopo aver effettuato la prima comunicazione alle autorità competenti della necessità degli interventi strutturali e di manutenzione di cui al presente comma”.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir e Anief, ricorda che “la modifica che è stata proposta permetterebbe ai nostri dirigenti scolastici di svolgere il loro lavoro, senza più sobbarcarsi errori non propri. Altrimenti se c’è un terremoto, la scuola chiuda: se sta per crollare un solaio la scuola resti chiusa. Secondo il nostro centro studi non esiste scuola sicura, altro che scuole belle. Perché la metà degli edifici scolastici sono stati costruiti prima del 1971 e le possibilità che non siano in piena sicurezza sono altissime”.

Per tutti questi motivi, il giovane sindacato dei presidi tenta in extremis di introdurre delle modifiche che permetterebbero ai nostri presidi di svolgere il lavoro senza colpevolezze non loro ed equiparandoli finalmente ai colleghi dell’area dirigenziale. In mancanza di una risposta, sarà inevitabile ricorrere in tribunale. A questo proposito, Udir ricorda che ha attivato specifici ricorsi al Giudice del Lavoro.

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