Sicurezza, On. Pellegrino: iniziato iter pdl su responsabilità dirigente. Sconcertanti le condizioni degli edifici scolastici

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comunicato Serena Pellegrino ( SINISTRA ITALIANA – POSSIBILE) – “Mentre i presidi friulani sollecitano il presidente della Repubblica a concedere la grazia al loro collega Livio Bearzi, condannato a quattro anni perché ritenuto responsabile del tragico crollo del convitto da lui diretto, a L’Aquila nel 2009, i rappresentanti dei dirigenti scolastici italiani descrivono in audizione, di fronte alle commissioni Lavoro e Cultura di Montecitorio, le condizioni sconcertanti del patrimonio edilizio scolastico italiano e la condizione di estrema frustrazione e preoccupazione dei presidi cui sono attribuite senza sufficiente chiarezza responsabilità gravosissime sulla sicurezza degli edifici.

Le audizioni svolte oggi sono un ulteriore passo dell’iter necessario a modificare l’art. 18 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81: la proposta di legge che ho presentato è stata valutata attentamente e sono state proposte importanti osservazioni. In effetti il tema ha una portata enorme, aggravata dalla vetustà e dalla pericolosità sismica e idrogeologica che affligge un numero incredibile di edifici scolastici.”

Lo dichiara la parlamentare Serena Pellegrino ( SINISTRA ITALIANA – POSSIBILE), vicepresidente della commissione VIII alla Camera dei Deputati.

“La pdl che ho presentato, e che sarebbe stato logico incardinare nell’ottava commissione che ha la delega ai Lavori pubblici, si concentra sul fabbricato che ospita le attività scolastiche e su chi risponde della salute degli ospiti della scuola, studenti, insegnanti o personale Ata. Questa riforma, tesa a smontare il pericoloso ibrido del “preside – datore di lavoro”, non basterà a dare assetto definitivo ad una situazione che invece di rendere collaborativi i diversi soggetti coinvolti li contrappone in una ridda di responsabilità e adempimenti, nella quale chi se la passa peggio sono gli utenti del fabbricato, costretti alle decisioni di un dirigente che è esposto al di là delle sue competenze tecniche e del suo effettivo ruolo professionale.”

“ Per delineare la complessità del problema, basta pensare alla crisi sistematica delle Province italiane che, per mancanza di trasferimenti dallo Stato, stanno dichiarando letteralmente il fallimento della gestione dell’edilizia scolastica di loro competenza.

Il paradosso è ancora più evidente in Friuli Venezia Giulia, dove la cancellazione delle Province ha reso necessario il deferimento delle responsabilità in materia di edilizia scolastica alle UTI: non mi pare ancora risolto il problema di chi saranno, efficacemente, gli interlocutori dei dirigenti scolastici che vogliano e debbano segnalare criticità e sollecitare interventi strutturali.”

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