Sicurezza, Mattarella concede grazia a ex preside condanno a 5 anni. Udir: bene, adesso cambiare normativa

di redazione
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comunicato Udir –  Quando il Capo dello Stato concede la grazia significa che l’imputato sta male o che la sua condanna è ingiusta. E Bearzi non ha problemi di salute. La verità è che bisogna cambiare in fretta la norma, per evitare che altri dirigenti scolastici si ritrovino da un giorno all’altro in carcere senza che abbiano commesso alcuna inadempienza professionale”: a dirlo è Marcello Pacifico, presidente Udir e Anief, all’indomani della concessione della grazia da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Livio Bearzi, l’ex preside del Convitto dell’Aquila condannato dalla Cassazione a 4 anni di carcere e a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici, a seguito del terremoto del 2009 che fece crollare l’edificio pubblico da lui diretto provocando la morte di tre studenti.

È tutto dire che la decisione del Presidente della Repubblica sia stata accolta con consenso unanime. “Ora più che mai – dice ancora il sindacalista autonomo – è necessario cambiare il Testo unico sulla sicurezza: a questo scopo abbiamo predisposto, per le forze politiche, un emendamento alla Legge di Stabilità che esonera in modo automatico la responsabilità della dirigenza scolastica, ma anche dei lavoratori, docenti e Ata responsabili della sicurezza (gli Rls e Rsp d’istituto), a seguito della loro denuncia agli organi competenti – gli enti locali – sul rischio e sugli interventi necessari. Questi cittadini, dipendenti pubblici senza margini operativi né di spesa, non possono pagare in persona per l’inerzia dell’amministrazione proprietaria dell’immobile scolastico”.

Proprio su questi temi, Udir ha realizzato uno studio sui 42.407 edifici scolastici censiti e sul loro obbligo delle dichiarazioni sulla classificazione del rischio sismico, che si aggiunge alla proposta di modifica del Testo unico sulla sicurezza e le responsabilità dei presidi, presentata qualche settimana fa attraverso un’Audizione svolta a Montecitorio alla presenza delle commissioni riunite Cultura e Lavoro. Il concetto espresso dalla delegazione Udir è che il dirigente scolastico non può ritrovarsi in carcere, come è accaduto all’ex preside del Convitto dell’Aquila, mentre il proprietario dell’immobile scolastico è, di fatto, esente o con ben più limitate responsabilità, sia civili che penali. I rischi sulla modesta tenuta dei nostri istituti scolastici, peraltro, rimangono altissimi: il quadro è stato riproposto di recente nel 18° rapporto di Legambiente Ecoscuola, dal quale risulta che serviranno “ancora cinque generazioni di studenti” per avere “tutte le scuole d’Italia antisismiche e sicure”, ovvero oltre 100 anni.

Di questi argomenti si parlerà nei prossimi seminari sulle Tre R della Dirigenza. Rischi, responsabilità, retribuzioni: a Salerno il 10 novembre (invia la scheda di adesione scarica il modulo rimborso) e successivamente a Potenza (il 25 novembre), Perugia (il 28 novembre), Pisa (il 30 novembre). Sul sito Udir è possibile aggiornarsi sulle nuove tappe del seminario. I dirigenti interessati a partecipare possono chiedere informazioni all’indirizzo e-mail [email protected]

05 novembre 2017

Ufficio Stampa Anief

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