Sicurezza, i dirigenti scolastici non dormono sonni tranquilli per lo stato degli edifici: il modello per scrivere a Comuni e Province

di redazione
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UDIR – I crescenti fatti di cronaca sugli edifici scolastici in decadimento non fanno dormire sonni tranquilli ai dirigenti scolastici: ci sono presidi finiti alla sbarra e pure condannati ad anni di carcere. Perché, malgrado le richieste di revisione di legge, di cui l’Udir sé fatta più volte carico, i dirigenti a capo delle scuole continuano a rimanere potenziali responsabili di accadimenti, per la cui prevenzione non hanno grassi margini di azione.

Tuttavia, vi sono delle procedure da seguire per mettere in atto una minima forma di auto-tutela per evitare di trovarsi nei guai, in caso di crolli o di sisma. Tra queste, vi è sicuramente la richiesta da formulare al proprietario dell’edificio scolastico, quindi all’Ente Locale rappresentato dal Comune o dalla Provincia, su una serie di valutazione dei rischi, sia a livello sismico che di prevenzione degli incendi.

A predisporre il modello, per i propri iscritti, è l’Udir: il giovane sindacato consiglia di recapitarlo con immediatezza al Prefetto, al Sindaco, a tutte le istituzioni coinvolte e per conoscenza al comandante del settore polizia municipale. In questo modo, i capi d’istituto risulterebbero in regola rispetto ad una serie di dettami normativi sulla sicurezza strutturale impiantistica ed antincendio, nonché di destinazione d’uso dei locali.

La richiesta della valutazione del rischio sismico e del rischio incendio delle strutture componenti l’Istituzione scolastica rappresentata è motivata da una lunga serie di punti: in merito alla verifica e degli edifici scolastici, si rispetterebbero i contenuti del decreto ministeriale e delle Linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni fra cui anche quelle attinenti all’edilizia scolastica che, permetteranno di attivare il cosiddetto “Sismabonus”, cioè gli incentivi fiscali, previsti dall’articolo 1, comma 2, lettera c), della Legge di Bilancio 2017.

Per quanto attiene, invece, alle procedure di attestazione di Agibilità, certificazione imprescindibile per l’immobile, si ricorda che è stato modificato l’art. 24 ed abrogato l’art. 25 del D.P.R. 380/01 con l’entrata in vigore del D. Lgs. n. 222 del 25/11/2016 ove il professionista incaricato dall’Ente Locale competente deve asseverare la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati, valutate secondo quanto dispone la normativa vigente, nonché la conformità dell’opera al progetto presentato e la sua agibilità.

Inoltre, in attuazione del D.P.R. 151/2011, essendo attività soggetta ai controlli di prevenzione incendi, il dirigente deve ricordare che occorre non solo avviare l’iter mediante apposita Segnalazione certificata d’inizio attività, ma anche “acquisire tutti i pareri da parte del locale comando provinciale dei vigili del fuoco, in quanto trattasi di edificio destinato a pubblico affollamento dotato di specifica tipologia”.

Infine, sempre attraverso il modello predisposto dall’Udir, i capi d’istituto richiedono agli enti preposti delle certificazioni, relazioni e documentazioni necessarie. Anche quelle relative “all’impiantistica elettrica, corredate da tutti gli elaborati tecnici nonché i relativi schemi unifilari in seno alla certificazione di conformità da esibire all’organo di Vigilanza e da utilizzare nell’ipotesi di trasformazioni e/o modifiche all’impianto stesso”.

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