Sicurezza, conclusa la due giorni Miur. Udir: bene, ma restano responsabilità dirigenti. Necessario cambiare norme

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comunicato Udir – Si chiude oggi la due-giorni di eventi, attività didattiche, occasioni di discussione e di sensibilizzazione organizzati dalle scuole su iniziativa del Miur, sui temi della sicurezza nell’edilizia scolastica, della prevenzione dei rischi e della sostenibilità. Bene ha fatto il Governo ad introdurre tale iniziativa, con la Legge 107/2015 (la Buona Scuola), rivolta ad ampliare la cultura e la sensibilità riguardanti la sicurezza nelle scuole. Anche la data scelta ha una sua logica: il 22 novembre di nove anni fa, infatti, a Rivoli, nel Liceo scientifico “Darwin”, perse la vita il giovane studente Vito Scafidi, vittima della dimenticanza dei tubi di ghisa lasciati chissà perché nel controsoffitto dell’aula della sua classe.

A seguito di quel tagico evento, che ha distrutto la vita della famiglia Scafidi e di alcuni suoi compagni rimasti inabili, hanno pagato con il carcere dei funzionari provinciali, ma anche alcuni docenti nominati responsabili della sicurezza dell’istituto. Come se un docente, benché abbia preso in carico tale ruolo, sia tenuto a svolgere dei personali sopralluoghi, anche in parti nascoste della scuola dove presta servizio.

“È evidente – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e Udir – che le norme sulla responsabilità della manutenzione degli edifici scolastici devono essere cambiate. Bisogna mettere mano al Testo unico sulla sicurezza: a questo scopo abbiamo predisposto, per le forze politiche, degli emendamenti alla Legge di Stabilità che esonerano in modo automatico la responsabilità della dirigenza scolastica, ma anche dei lavoratori, docenti e Ata responsabili della sicurezza (gli Rls e Rsp d’istituto), a seguito della loro denuncia agli organi competenti – gli enti locali – sul rischio e sugli interventi necessari. Questi cittadini, dipendenti pubblici senza margini operativi né di spesa, non possono pagare in prima persona per l’inerzia dell’amministrazione proprietaria della scuola. Inoltre, è evidente che gli sforzi economici prodotti dal Governo per la manutenzione delle scuole risultano insufficienti: senza ulteriori risorse – conclude Pacifico – le iniziative di questi giorni non serviranno a molto”.

Purtroppo, gli emendamenti Udir al disegno di legge n. 2960, il 53.14 (Viceconte), il 53.15 (Serra), il 53.16 (Centinaio), che avrebbero spostato la responsabilità della sicurezza delle scuole su chi effettivamente la deve prendere in carico, sono stati respinti dalla Commissione Bilancio del Senato: “noi comunque non demorderemo – commenta ancora il sindacalista Anief-Udir – e ripresenteremo emendamenti analoghi alla Camera, dove il testo potrebbe essere oggetto di ultimissime modifiche prima dell’approvazione finale prenatalizia”.

Proprio su questi temi, Udir ha realizzato uno studio sui 42.407 edifici scolastici censiti e sul loro obbligo delle dichiarazioni sulla classificazione del rischio sismico, che si aggiunge alla proposta di modifica al Testo unico sulla sicurezza e le responsabilità dei presidi, presentata qualche settimana fa attraverso una Audizione svolta a Montecitorio alla presenza delle commissioni riunite Cultura e Lavoro. Il concetto espresso dalla delegazione Udir è che il dirigente scolastico non può ritrovarsi in carcere, come è accaduto all’ex preside del Convitto dell’Aquila, mentre il proprietario dell’immobile scolastico è, di fatto, esente o con ben più limitate responsabilità, sia civili che penali.

Su questi ed altri temi, come la mancata perequazione stipendiale, sabato 25 novembre si svolgerà a Potenza un seminario sulle Tre R della Dirigenza. Rischi, responsabilità, retribuzioni. Sul sito Udir è possibile aggiornarsi sulle nuove tappe del seminario. I dirigenti interessati a partecipare possono chiedere informazioni all’indirizzo e-mail  [email protected]

23 novembre 2017

Ufficio Stampa Udir

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