Sia IRC che attività alternative nella scuola devono essere discipline serie, valorizzate in pagella e all’esame. Lettera

di redazione
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Volevo, da insegnante IRC di una scuola media, dare il mio parere sul fatto che noi quest’anno dobbiamo presenziare agli esami nella secondaria di I grado.

Assicuro che non auspico un sotterraneo ritorno al regime dell’esonero ma, al contrario, alla piena realizzazione di attività alternative serissime, valorizzate in pagella e all’esame, come dovrebbe essere l’IRC date le sue finalità pienamente didattiche e non di natura catechetica.

Sono per la piena equivalenza delle due opzioni, in modo tale che si possa scegliere in base ai contenuti e non ci si tolga da “religione” per andare a fare i compiti o, peggio, uscire da scuola, mettendo “in ridicolo” (scusate l’espressione forte!) chi fa una “materia in più”.

Tutto questo anche per incentivare noi insegnanti IRC prima di tutto didatticamente e professionalmente, senza dimenticare il lato umano, il quale è importante per ogni materia, anche “alternativa”.

Io sono per il bene dei giovani, perché crescano culturalmente, valorialmente (sia che scelgano l’Irc o l’alternativa) e umanamente, per diventare degli adulti completi, e … per dar loro un’Italia leggermente migliore!

Basta con le contrapposizioni ideologiche!!!

Di Salvio

P.S.: La scuola è un supporto educativo importante, anzi fondamentale, ma deve garantire la piena e totale libertà delle scelte di ognuno. L’ora di religione può, anzi deve volgersi a queste finalità, indipendentemente dalle scelte di ognuno in materia religiosa.

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