Si viola il segreto d’ufficio se si forniscono ai genitori informazioni su altri alunni

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La scuola è una comunità, ma una comunità con le sue regole, ci sono paletti che devono essere rispettati e tra questi la riservatezza. Raccontare o confermare fatti o informazioni che possano interessare gli studenti, ad estranei, può esporre a rischio di sanzioni disciplinari.

Il fatto
Il caso trattato riguarda una sentenza della Corte d’Appello, Corte d’Appello Roma Sez. lavoro, Sent., 19-02-2020, che ha ribaltato il primo grado di giudizio dove una docente vedeva accolto il proprio ricorso avverso una sanzione della sospensione dal servizio e dalla retribuzione. Veniva proposto appello e questo veniva accolto. I fatti riguardavano l’aver impiegato gli alunni in attività non programmate, come la pulizia di uno spazio sporcato dagli alunni e l’aver fornito informazioni su uno studente disabile. In Appello veniva ribaltata la ricostruzione dei fatti che in primo grado aveva dato ragione alla lavoratrice come difesa dal proprio legale. Nella sentenza in questione vengono espressi dei principi che possono comunque essere di interesse generale.

Far svolgere agli alunni attività non programmata modificando quella ordinaria è illegittimo
Rilevano i giudici che sottrarre gli alunni alla programmata lezione senza alcun accordo con la docente della materia , usando l’ora curricolare per diverse finalità didattiche non concordate con gli altri docenti può essere un fatto illegittimo che espone a procedimento disciplinare. Adibire “durante la ricreazione e l’ora di (omissis), gli alunni alla pulizia della palestra modificando l’attività didattica programmata senza alcun accordo con la docente nonché per fini educativi non concordati né programmati con gli altri docenti ciò integra un comportamento non conforme alle responsabilità e alla correttezza inerenti la funzione, condotta anch’essa sanzionata con la sospensione fino a un mese”.

Si viola il segreto d’ufficio si forniscono ad estrani informazioni sugli studenti

Sostengono i giudici che parlare con soggetti estranei dei fatti relativi ad un alunno diversamente abile su cui avrebbe invece dovuto tenere il massimo riserbo, a tutela della privacy del minore coinvolto  è un fatto che integra un comportamento non conforme alle responsabilità e alla correttezza inerenti anche la funzione docente e che comportano “ la violazione del segreto d’ufficio”.

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