Si torna in classe ma non è cambiato nulla: dai trasporti al tracciamento. Bianchi pensa già a settembre

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Da oggi si torna in classe quasi dappertutto: il nuovo decreto riaperture infatti la didattica in presenza prevista al 100% fino alla terza media in tutte le fasce di rischio, mentre in zona gialla e arancione le scuole superiori tornano in classe in una percentuale compresa fra il 70 e il 100%, in zona rossa fra il 50 e il 75%. Tuttavia, come evidenziato anche in precedenza, non sembra sia cambiato granché per quanto riguarda la sicurezza.

L’anello debole del ritorno in classe degli studenti di scuola secondaria di secondo grado resta comunque quello dei trasporti. E i primi commenti a caldo nelle grandi città lo confermano: “Non mi sembra sia stato fatto nulla, così è ancora invivibile, il distanziamento è impossibile, soprattutto in metro”, spiega un ragazzo di Roma a Il Fatto Quotidiano che riporta altre reazioni romane: “Nessuno controlla, al massimo ho visto qualche autista sui bus far scendere chi non porta le mascherine, ma poco è stato fatto per potenziare i mezzi”, c’è chi sottolinea. Altri sono quasi rassegnati: “La situazione è sempre la stessa, ma sono costretta a prendere mezzi pieni perché altrimenti farei tardi al lavoro”.

In effetti quello dei trasporti è stato il tema più indicato dagli utenti come priorità per il rientro a scuola nel nostro sondaggio: infatti, su 7574partecipanti, 3408 (45%)  hanno puntato sul tema  dei mezzi publici come dove investire di più per il ritorno in classe.

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C’è anche il problema del tracciamento, altro tema richiesto a gran voce ma che non ha avuto riposta, nonostante le anticipazioni delle scorse settimane.

Anche su questo tema il sondaggio di Orizzonte Scuola ha raccolto il pare degli utenti: per oltre il 25%, infatti, si tratta di un tema prioritario per il tema del rientro in classe. Specialmente i test salivari, annunciati da settimane ma che ancora non hanno ottenuto il via libera dal Ministero della Salute.

Sembra dunque che quest’anno scolastico si concluderà con quello che si avrà a disposizione e invece, si tenterà di intervenire in modo più concreto il prossimo anno scolastico.

Tutto ciò si evince da due passaggi precisi: prima di tutto la lettera che la struttura commissariale per l’emergenza ha inviato qualche giorno fa a Ministero della Salute e Ministero dell’Istruzione, Protezione Civile, Comitato tecnico scientifico, Istituto Superiore di Sanità e Inail, in cui si dice chiaramente di “fare presto per far ripartire la scuola, di ogni ordine e grado, in sicurezza e in presenza dal prossimo anno scolastico” per “evitare che si ripeta quel che è successo da settembre a oggi”, con la scuola riaperta e richiusa a ogni sbalzo della curva epidemica.

Con quali strumenti? “Misure di testing, contact tracing e di supporto a premessa della riapertura delle scuole per l’anno scolastico 2021/2022”. Praticamente quello che è mancato quest’anno e che ancora si chiede per l’ultimo scorcio di anno scolastico.

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C’è poi la “confessione” dello stesso Ministro Bianchi che nel corso di un’intervista a Il Messaggero ha detto: “Il nodo trasporti è quello da affrontare ancora con più decisione. Con i ministri Giovannini, Gelmini e Lamorgese abbiamo istituito un tavolo permanente per raccordare il sistema dei trasporti con le esigenze e i ritmi della scuola in vista di settembre. Anche sulla sanità ci stiamo attivando per definire un sistema più efficace di tracciamento dell’andamento pandemico. Stiamo lavorando a pieno ritmo per la riapertura dopo l’estate”.

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