Si torna a scuola, ma com’è andata ai “rimandati”? Per superare l’esame 1 su 3 ha sfruttato le ripetizioni

Stampa

Una pioggia di debiti: sono quelli che hanno tentato di recuperare nelle ultime due settimane migliaia di studenti che, al termine dello scorso anno scolastico, non sono riusciti a raggiungere la sufficienza in una o più materie.

E, seppur la maggior parte di loro, per riuscire a superare l’esame di riparazione è stata supportata dalla scuola, in tantissimi per avere ancora più chance di successo si sono aiutati con le classiche ripetizioni. È quanto segnala una ricerca effettuata durante l’estate da Skuola.net – su un campione di 1.500 ragazzi che hanno frequentato dal 1° al 4° superiore.

Come detto, gli istituti non sono stati latitanti. Tra chi ha detto di aver avuto almeno un debito in pagella – si tratta di circa 1 studente su 4 (con oltre 1 su 7 che l’ha ricevuto in più di una materia) – ben 3 su 4 hanno raccontato che la propria scuola ha organizzato dei corsi di recupero ad hoc. Ma, evidentemente, ciò non è bastato agli alunni, visto che più della metà di loro (57%) si sono aiutati pure con delle lezioni personalizzate.

E anche laddove i ragazzi hanno scelto di non aderire all’offerta della scuola, non partecipando ai corsi intensivi – stiamo parlando di quasi 3 studenti su 10 – non sempre la decisione è stata dettata dall’assoluta sicurezza di farcela da soli a superare lo scoglio dell’esame di recupero. Anche tra questi, infatti, c’è una discreta quota – 36%, più di un terzo – che ha rinfrescato gli argomenti in programma con delle lezioni private.

Un recupero individuale che si è svolto soprattutto in presenza (così per il 65%), a casa propria o al domicilio del docente. Ma che per 1 su 3 è proseguito – associato alle lezioni frontali (15%) se non in via esclusiva (20%) – anche online, grazie alle stesse piattaforme utilizzate per la Dad. Una modalità, le ripetizioni ‘a distanza’, che peraltro hanno permesso a parecchi ragazzi di portare avanti la preparazione per tutta l’estate, senza interruzioni, anche quando erano in vacanza o assenti da casa. A farlo ben oltre la metà dei ‘ripetenti digitali’ (59%): al 38% è capitato sporadicamente, per il 21% è stata una consuetudine.

Inevitabile, però, che un così ampio ricorso alle lezioni private si sia tradotto in un notevole impegno economico a carico delle famiglie. Secondo quanto dicono gli studenti intercettati dalla ricerca, più di 1 su 2 ha investito almeno 200 euro nelle ripetizioni: circa 1 su 4 tra i 200 e i 300, il 14% tra i 300 e i 400, quasi 1 su 10 più di 400, una percentuale simile ha addirittura sfondato il tetto dei 500 euro. Solamente un quarto (25%) ha contenuto la spesa entro i 200 euro, meno di 1 su 5 è riuscita a restare sotto i 100 euro.

Stampa

Didattica inclusiva attraverso alcune figure del mito greco. Corso online riconosciuto dal Ministero dell’istruzione