Si riparte con 150mila supplenti, Bianchi minimizza ed esalta i concorsi: per Anief c’è poco da rallegrarsi, ci sono gravi responsabilità nella gestione del reclutamento dei precari

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Sulla supplentite nelle scuole il ministro dell’Istruzione oggi ha continuato ad ostentare tranquillità. “Allo stato attuale – ha detto oggi a ‘Radio 24’ – ripartiamo con un anno scolastico in cui non mancano i docenti. Abbiamo 800 mila insegnanti, di questi insegnanti abbiamo fatto 7 procedure di concorso per mettere in ruolo, stiamo andando a consolidare. 150mila insegnanti mancanti? Stiamo chiudendo l’ultima procedura per 25 mila insegnanti che entreranno in ruolo il prossimo anno. Poi ci sono 91 mila insegnanti di sostegno “in deroga” cioè anno per anno. Tramite gli Uffici Scolastici Regionali mi viene garantito che, tranne eccezioni, gli insegnanti saranno in classe”.

Anief contesta punto per punto le dichiarazioni del ministro, partendo dal fatto che ci sono gravi responsabilità nella gestione del reclutamento dei precari. “È vero che abbiamo ben sette procedure in corso per immettere in ruolo gli insegnanti – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief -, ma è un dato inequivocabile che questi concorsi siano stati contrassegnati da domande con errori e un altissimo numero di candidati respinti, quindi c’è poco da rallegrarsi. Ed in ogni caso, pure quest’anno 150mila docenti ancora saranno chiamati come precari. La soluzione non può essere certo quella della chiamata diretta degli insegnanti da parte dei presidi. Lo ripetiamo da anni: l’unico modo per cancellare la supplentite rimane l’assunzione in ruolo dalle stesse graduatorie da cui sono chiamati i supplenti, quindi dalle GPS. E nel frattempo sarà importante assumere altri 20mila precari dalle graduatorie del concorso Straordinario bis, qualora fossero soltanto integrate con tutti i partecipanti”.

“Va ricordato anche – continua il sindacalista autonomo – che senza la conferma dell’organico aggiuntivo cosiddetto Covid, inoltre, le scuole dopo pochi giorni dall’inizio delle lezioni, probabilmente già entro fine mese, saranno già al collasso perché non in grado di reggere alla prossima inevitabile ondata di casi Covid. A proposito dalle supplenze da stipulare, rimane purtroppo vivo il problema dell’algoritmo che continua a generare errori nell’assegnazione dei punteggi e quindi per il conferimento di nuovi incarichi. Sull’organico di sostegno si ammette che abbiamo 91 mila posti in deroga per fare risparmiare le casse dello Stato. E questo non è un bel dire, perché va in conflitto con la scuola inclusiva tanto decantata. Se ci ritroviamo con quasi la metà dell’organico di sostegno complessivamente utilizzato, c’è davvero poco di cui vantarsi: sarebbe il caso che – conclude Pacifico – chi ha creato e continua ad avallare tutto questo, sulla pelle degli alunni disabili, provi invece almeno un po’ di vergogna”.

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