Si può ancora riconoscere il bonus merito ai docenti oppure è scomparso? Risponde l’ARAN

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È una questione dibattuta, che continua a determinare richieste di chiarimenti, ciò perchè le norme nel tempo si susseguono andando spesso in contraddizione. Parliamo della vicenda del bonus merito a favore dei docenti e se questo sia “scomparso” o in realtà può essere ancora destinato per questo fine. Nel caso che segue viene segnalato un parere dell’ARAN su richiesta di una scuola e se ne condividono i punti più salienti

Non esiste più l’univoca finalizzazione dei compensi

Rileva l’ARAN che “ad integrazione della nota ARAN 7235 del primo dicembre 2020 con la quale sono state fornite alcune delucidazioni in ordine all’utilizzo del FMOF di cui all’articolo 40 del CCNL scuola del 2018 si rappresenta che la norma citata non interviene sulla finalizzazione delle risorse ivi contemplate ma si limita a richiamare solamente le decisioni del legislatore. Le risorse indicate nell’articolo 1, comma 126, delle legge 13 luglio 2015, n. 107, ferma rimanendo la relativa finalizzazione a favore della valorizzazione del personale docente sulla base dei criteri indicati all’articolo 22, comma 4, lettera c), punto c4) del presente CCNL”. 

La modifica introdotta dalla legge 160/19, che ha fatto venir meno l’univoca finalizzazione dei compensi per la valorizzazione al personale docente così come individuati dalla legge 105 del 2015 all’articolo 1 comma 249 ed ha sancito che…. le risorse iscritte nel fondo di cui all’articolo 1, comma 126, della legge 13 luglio 2015, n. 107, già confluite nel fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, sono utilizzate dalla contrattazione integrativa in favore del personale scolastico, senza ulteriore vincolo di destinazione, ha effetto anche sulla previsione contrattuale di cui all’articolo 40 del CCNL del 2018, poiché non sussiste più alcun obbligo di destinazione delle risorse in parola il cui utilizzo viene definito dalla contrattazione integrativa su i vari livelli ivi inclusa quella della singola scuola.

Si può sempre contrattare autonomamente con le risorse a disposizione la valorizzazione del personale

Conclude l’ARAN sostenendo che “il venir meno della finalizzazione imposta dal legislatore non significa di per sè che le parti della contrattazione integrativa non possano riconoscere automaticamente in tutto o in parte risorse per valorizzare e premiare l’attività. Tale finalizzazione deve essere definita nel contratto integrativo che dovrà risultare coerente con quello nazionale”.

Si deve ricordare che  in sede di certificazione del CCNL 2016/18, la Corte dei Conti ha precisato che nell’ambito delle materie oggetto di contrattazione integrativa a livello di istituzione scolastica ed educativa … si rinvengono, accanto ai criteri per la ripartizione del Fondo d’Istituto (FIS) e dei compensi accessori, anche i criteri generali per la determinazione dei compensi finalizzati alla valorizzazione del personale ivi compresi quelli riconosciuti al personale docente dalla legge n. 107 del 2015; ha preso atto che la possibilità di contrattualizzare la disciplina dettata dalla legge n. 107/2015 conferma sia pure parzialmente gli ambiti della contrattazione integrativa definiti nella presente ipotesi contrattuale.

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