Si preannuncia un autunno bollente per la scuola. Lettera

di redazione
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Inviato da Mario Bocola – Il rientro a scuola si preannuncia bollente per le numerose questioni aperte e spinose a che vanno dall’autocertificazione vaccinale ai diplomati magistrali, passando per la stagione dei concorsi dei dirigenti scolastici (che dovranno affrontare la prova scritta), dei docenti abilitati e non abilitati, e di quello annunciato dei DSGA.

Anche quest’anno alla riapertura delle scuole molti istituti saranno a reggenza sia dei presidi che dei direttori dei servizi generali e amministrativi e questo sarà un neo per le scuole che, purtroppo, ancora una volta non avranno personale stabile.

Altra novità sono le immissioni in ruolo, le cui operazioni si stanno effettuando in questi giorni, il naufragio della “chiamata diretta”, previsto dalla Buona Scuola che si è rivelato un flop, il destino dei docenti affidati alle ore di potenziamento e utilizzati come tappabuchi per le supplenze dei docenti assenti. Ad arroventare ancora di più il clima della scuola, che ogni hanno al momento di riprendere il suo giro di boa rispolvera sempre i vecchi, annosi e atavici problema che la politica italiana ha tentato di risolvere con il sistema dei “gattopardismo” dando corpo a riforme di facciata che ne mutavano solo la facciata esterna senza intervenire strutturalmente sul problema cronico.

Con l’inizio del nuovo anno pioveranno una pioggia d progetti PON finanziati dall’Europa. Tuttavia la partita più ardua si giocherà sui tavoli dell’ARAN per il rinnovo del contratto di lavoro della scuola in scadenza a fine 2018 che dovrebbe vedere, si spera, i sindacati confederali della scuola agguerriti per il riconoscimento di alcuni diritti sia giuridici che economici spettanti ai docenti, categoria professionale con gli stipendi più bassi d’Europa.

Il Governo deve, infatti, trovare le risorse necessarie per il rinnovo del contratto della scuola, altrimenti alcuni benefici (come l’elemento perequativo previsto dal contratto 2016/2018 andrà perso). Sono questi alcuni dei temi caldi del prossimo autunno e si annunciano già scioperi per il mese di settembre.

Non vanno dimenticate le famiglie che saranno costrette a sostenere spese considerevoli per l’arredo della scuola dei propri figli in quaderni, libri che sicuramente, come ogni anno subiranno variazioni al rialzo.

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