Si parla solo delle diplomate magistrali…. Lettera

di redazione
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Daniela Rossi – La situazione dei Diplomati Magistrale ha fatto tanto parlare. Queste maestre chiedono il ruolo in virtù di una legge che però, a un certo punto, fu modificata.

Io, come molte altre laureate SFP, dopo aver conseguito il diploma, ho intrapreso quella che all’epoca era stata indicata come l’unica strada possibile per poter insegnare: l’università. Mai fatta scelta più saggia: è stato un percorso bellissimo. Per farlo però ho dovuto investire tempo e denaro. N

el frattempo qualcuno aveva deciso di accontentarsi del diploma e iniziare a lavorare, pensando che il ruolo prima o poi sarebbe arrivato per altre vie, come appunto è stato. Oggi io, laureata, condivido il posto indeterminato con le mie coetanee diplomate. La beffa? La mia laurea non vale nemmeno un punto in graduatoria interna, ha lo stesso valore di un diploma: quattro anni sui libri, la vita da pendolare, la specializzazione, la lode e nemmeno un punto nel mondo del lavoro. Lo stipendio continua a essere differenziato per professori, laureati, e maestre, diplomate, ignorando completamente il fatto che alcune maestre, invece, sono laureate e specializzate. A livello di contributi utili alla pensione, chi ha un diploma si trova addirittura in una posizione di vantaggio, essendo entrato nella scuola con almeno 4 anni di anticipo rispetto a chi ha studiato; e il riscatto della laurea, siamo onesti, costa davvero troppo.

Quando qualcuno parlerà del torto che abbiamo subito noi, maestre laureate, che abbiamo semplicemente seguito la legge del momento? Come minimo avremmo diritto al riscatto gratuito della laurea e a una stima più alta del nostro titolo, se non a livello economico, almeno in graduatoria interna.

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