Si faccia scegliere ai genitori il rientro a scuola, ne deriverà qualità della sicurezza e dell’insegnamento. Lettera

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inviata da Giuseppe Richiedei –  Il Parlamento e il Governo hanno deciso il rientro a scuola contro il parere di gran parte dei virologi, dei sindacati e dei dirigenti scolastici. Anche tra i genitori: i favorevoli e i contrari si equivalgono come risulta dalle manifestazioni in piazza, dai social e dai risultati delle indagini sociologiche.

Anche i resoconti, riguardanti l’incontro Governo sindacati, non sono concordi.

Da una parte si riferisce che “il criterio del ritorno al 100% potrebbe essere “flessibile”: le scuole, nella loro autonomia, potranno dunque prevedere, ad esempio, orari scaglionati o un utilizzo della Dad residuale (da TUTTOSCUOLA).

Dall’altra si dà risalto al dato che “Il Consigliere del Ministro dell’Istruzione Bianchi, pur ammettendo che i problemi ancora sono presenti, su tutti i trasporti, non è d’accordo con la scelta della Dad alle famiglie…Il trasporto pubblico è esattamente il contrario di quello che servirebbe, come ci sono le classi pollaio così ci sono le metro e i bus super affollati”(Orizzontescuola).

Ne consegue che, pur trovandoci in una situazione caratterizzata da disaccordi, contraddizioni e disfunzioni persistenti, per il Consigliere del Ministro l’unico obbligo indiscutibile sarebbe che le famiglie debbano comunque andare a scuola, qualunque sia la situazione sanitaria del proprio istituto.

Purtroppo tale dichiarazione non risulta accompagnata né da giustificazione giuridica né di merito. Eppure, considerando il merito, se la frequenza fosse facoltativa, vista la propensione di molte famiglie
a non frequentare le scuole aperte, ma ancora insicure, si risolverebbero gran parte delle disfunzioni denunciate da ogni parte: si eviterebbero gli assembramenti, i trasporti sarebbero meno affollati, di
conseguenza le classi sarebbero ridotte di numero. Senza ricordare che la libertà nella scelta delle famiglie indurrebbe le istituzioni (istituti, Comuni, Regioni) a fornire migliori garanzie di sicurezza e di qualità didattica.

Nel Contempo vi sono Regioni e Tribunali che hanno disposto diversamente, riconoscendo il diritto dei genitori di accedere o meno alla propria scuola aperta e di poter usufruire della didattica integrata a richiesta.

Il TAR di Lecce ha confermato l’ordinanza del Governatore di Puglia che stabiliva: “le istituzioni scolastiche della scuola primaria, della secondaria di primo grado, di secondo grado e CPIA devono
garantire la didattica digitale integrata a tutti gli alunni le cui famiglie richiedano espressamente di adottarla, in luogo dell’attività in presenza … misura idonea ad operare un delicato bilanciamento tra
diritto alla salute individuale e collettiva e diritto allo studio, anche in forza del principio di precauzione” (Ordinanza n.102 – 2021).

La Provincia di Bolzano ha disposto che: “si potranno avvalere della didattica in presenza esclusivamente gli alunni e le alunne che si sottoporranno allo screening. Per gli alunni e le alunne che non parteciperanno al suddetto programma di monitoraggio e testing le attività didattiche e scolastiche proseguiranno in modalità di didattica digitale integrata”(Ordinanza Nr. 15 – 2021).

Vi sono state, poi, autorevoli voci che hanno fatto osservare come non fosse possibile costringere le famiglie alla frequenza della scuola, quando la Costituzione afferma che “la scuola è aperta a tutti, e
l’istruzione è obbligatoria”; istruzione che può essere garantita anche a casa con “l’istruzione parentale” e in collaborazione con la scuola in didattica integrata.

“ Chi pretende di dire ad una famiglia devi portare per forza fisicamente tuo figlio a scuola, viola il diritto alla salute previsto dalla Costituzione. L’ordinanza obbliga la scuola a fornire la didattica distanza. Siamo consapevoli della fatica molto grande degli insegnanti di avere una parte di studenti a casa e una parte in classe. Da qui le posizioni dei sindacati che tutelano i lavoratori e gli insegnanti. Bisogna però sopportare questa fatica e questo rischio”.(Governatore e Magistrato Michele Emiliano).

Dopo più di un anno di chiusure varie si torna a scuola con i sindacati che “pur favorevoli alla riapertura delle scuole, sottolineano che “il rischio ragionato non basta a dare tranquillità e garanzie al personale e agli alunni”.

Forse valorizzando di più i principi di libertà e di solidarietà della nostra Costituzione invece degli interessi e delle convenienze di parte, sarebbe più facile individuare le soluzioni efficaci per far fronte alla pandemia garantendo ad un tempo diritto alla salute e diritto – dovere all’istruzione.

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