Sì e no al concorso. I docenti dicono la loro

Di Lalla
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RM – Il Ministro Profumo va avanti dritto sul concorso per 12.000 posti. Vorrei che qualcuno mi aiutasse a capire. Magari un sindacalista, un tecnico del ministero, qualcuno che contribuisce a queste decisioni.

RM – Il Ministro Profumo va avanti dritto sul concorso per 12.000 posti. Vorrei che qualcuno mi aiutasse a capire. Magari un sindacalista, un tecnico del ministero, qualcuno che contribuisce a queste decisioni.

Suppongo che il Ministro sappia perfettamente che ci sono da assumere ancora docenti del concorso 1990. E ancora tantissimi del 1999. Sono sicuro che sa benissimo che l’accesso alle SSIS avveniva tramite concorso (in entrata ed in uscita, oltre alla selezione durante il percorso).

Forse non gli piace quel concorso e ne preferisce un altro? Perché quella gente non gli va bene? Forse gli sono antipatici?

Perché non si può razionalizzare il meccanismo di reclutamento da graduatoria ed assumere i vincitori dei “passati” concorsi, realizzando una migliore allocazione delle risorse sul territorio nazionale?. Se sono avanti con l’età è solo perché il tempo passa inesorabilmente mentre si aspetta fermi in graduatoria; se si riduce al 50% l’assunzione da queste liste gli aspiranti diventeranno ancora più vecchi. Non è colpa loro Ministro, il tempo passa! Anche per Lei!

In Toscana per la A050 ci sono ancora centinaia di vincitori del concorso 1999 in attesa. Nel frattempo otto cicli di SSIS Toscana hanno fatto abilitare ed inserire in graduatoria almeno altre mille persone. Non so quantificare quanti vanno aggiunti da corsi abilitanti. Quest’anno il ministero ha attivato per la stessa classe di concorso ulteriori TFA. A cui accederà anche chi ha tre anni di supplenza alle spalle (in aggiunta agli altri ovviamente!).
Queste persone poi dovrebbero concorrere successivamente con chi? E su quali posti? Oppure entreranno in GaE?

Come è possibile tutto ciò?! Sono l’unico a cui appare come una follia? Qualcuno mi spieghi per favore il vero motivo per cui si fa crescere scientemente il precariato. Perché di malafede si tratta. Chi ci guadagna? Qualcuno mi spieghi, per favore!

Giacomo – Io il concorso lo farei.

Sono fra i non abilitati aventi diritto: abilitazioni, tfa, riforma delle accademie mi hanno raggiunto quando già ero “laureato” (diploma di belle arti degradato a laurea breve) e stavo già lavorando (da prima del diploma). Potevo scegliere di tornare a carico dei genitori e abilitarmi (ammesso che lo avessero voluto anche loro) o continuare a lavorare in campo educativo sperando che non riformassero troppo in fretta anche quello. Rinunciando di fatto all’insegnamento.

Ora sono un educatore precario da 13 anni che tiene stretto un lavoro a progetto con i denti (perché nessuno assume più se non hai la laurea) e si trova a sperare di passare questo concorso schifoso per poter diventare insegnante.

Mi faccio quasi schifo da solo.

Vorrei semplicemente un concorso per i non abilitati nelle mie condizioni. Ma prima vorrei essere certo che chi è attualmente già precario nella scuola venisse assunto: in anno, due, tre. Solo dopo potrei accampare dei diritti sentendomi in pace con la coscienza.

Sebastiano – Mentre il nostro Ministro inizia le prove generali per un nuovo concorso, nella città di Catania tutto tace. I docenti della Scuola Primaria attendono con ansia di essere convocati per i nuovi incarichi. Ma ci saranno effettivamente questi incarichi, oppure è solo una speranza? Secondo un primo calendario, stilato dall’USP della città siciliana, ci doveva essere una prima convocazione, per gli insegnanti provvisti di titolo per insegnare sostegno, giorno 5 u.s. ma … nessuno è stato convocato, in quanto nessun orario e nessuna sede è stata data, ed oggi è giorno 7. Secondo il calendario scolastico regionale, la settimana prossima dovrebbe iniziare il nuovo anno ma … come inizierà? Ovviamente nel caos più totale. Insegnanti che
vanno e che vengono, classi scoperte, bambini che come pacchi postali si sposteranno da una classe all’altra ma … di certo in TV sentiremo che l’anno scolastico è iniziato nel migliore dei modi … Ma che schifo!!!! Noi precari a casa, ad attendere le convocazioni e il Ministro cosa fa? Indice un nuovo Concorso … ma a chi è rivolta questa prova concorsuale? Ma … invece di indire nuovi concorsi, perché non azzera le vecchie graduatorie regionali e ne fa una sola a livello nazionale? Se è vero che ci sono i posti, ma che vengano dati a coloro che da anni stanno lì ad aspettare il fatidico giorno, date i posti a coloro che da decenni hanno mandato avanti la Scuola con le supplenze senza aver mai
usufruito di alcun diritto ed invece … NO!!!! Bisogna spendere ancora qualche milione di euro, tanto le tasse le paghiamo sempre noi.

Dante Concorso docenti nella scuola. Come lo si può definire un concorso aperto ai giovani?

Secondo le ultime indiscrezioni, il concorso per docenti nella scuola sponsorizzato dal ministro Profumo sarà aperto soltanto a coloro in possesso di abilitazione o del titolo di studio per l’accesso là dove questo sia stato acquisto entro una certa data. In sostanza, tenendo conto che le SISS non si fanno da alcuni anni, a partecipare al concorso non potranno certo essere i giovani!!

Marco – Buongiorno, sono un insegnante precario in possesso di due abilitazioni ottenute con il superamento di due PROVE CONCORSUALI distinte. La prima abilitazione (A047) l’ho conseguita nel lontano 2002, dopo due anni di SILSIS-MI (SCUOLA INTERUNIVERSITARIA LOMBARDA DI SPECIALIZZAZIONE PER L’INSEGNAMENTO SECONDARIO); la seconda (A059), conseguita nel 2008, dopo quasi due anni di corsi sempre presso la SILSIS-MI (la sovrapposizione di corsi dovuti alla cattiva organizzazione dell’Università ha "allungato" l’anno integrativo di sei mesi).

Insegno dal 2000 (questo sarà il mio XIII anno di precariato) e sono terzo in graduatoria provinciale di Bergamo nella classe A047.

Leggendo le notizie di queste ore in merito al concorso rimango sconcertato. Possibile che nessuno dica niente? Le persone che come me hanno tutti i titoli per insegnare perché hanno superato prove durissime dove andranno a finire? Si continua a dire che le attuali graduatorie non verranno eliminate (ci mancherebbe altro visto che per entrarci ho dovuto superare un CONCORSO!!!). Va bene, ma i tempi di immissione in ruolo da tali graduatorie si allungherebbero ulteriormente. Ogni anno immettono in ruolo con il contagoccie… E’ da 10 anni che sono nella graduatoria A047… Quanto devo aspettare ancora? E poi quali 11982 posti messi in ruolo il primo settembre 2013? Oggi la realtà è emersa in tutta la sua drammaticità: 11982 posti distribuiti su tutto il territorio nazionale in tre anni, ovvero meno di 4000 posti all’anno!!! Ci vogliamo prendere in giro? Questo significa, per esempio, che nella mia classe di concorso verranno messi in ruolo, con il concorso, 1 o 2 docenti all’anno. I conti son presto fatti!!!

Perché queste cose non le dice nessuno? Perché tutti dicono che è un’opportunità in più per entrare di ruolo? Vi garantisco che il precariato è una piaga profondissima nel nostro paese ma non è così che lo si risolve.

Mi sembra tutto una follia, una grande illusione. Un’altra "frottola" molto simile a quella che mi è stata raccontata nel 2000, quando mi dissero che le SISS erano state "pensate" dai "professoroni" per risolvere il problema del precariato. Ho proprio
visto l’esito di quelle promesse: senza posto fisso, anzi ancora oggi disoccupato in attesa di andare a "scegliere" una cattedra "avanzata" il prossimo martedì, giorno precedente l’inizio della scuola (questa è la scuola di qualità che tanto si sbandiera). Non ho più parole…

Marina – Buongiorno, sono una docente ahimè immersa in questo caos. Personalmente sto facendo il TFA, e forse potrò partecipare al concorso, una delle mie classi di concorso è esaurita. Seguendo tutto l’iter, e conoscendo fin troppo bene le problematiche scolastiche, mi rendo conto che tutto quello che fa il ministero, pare volto al MANTENIMENTO DEL PRECARIATO A OLTRANZA… si spendono milioni per fare concorsi inutili a cui parteciperanno docenti già vincitori, si diminuiscono i posti disponibili, SI ESCLUDONO I GIOVANI.

Senza dimenticare che il concorso SI SOVRAPPONE AL TFA, in molti casi, saranno le stesse persone a doverlo fare. Certo, l’introito per il miur sarà enorme…. sulle spalle di disoccupati e precari che parteciperanno. Ma perchè non fare la cosa più logica, ovvero REINTEGRARE i posti tagliati dalla Gelmini e quindi STABILIZZARE I PRECARI (probabilmente entrerebbero tutti o quasi) , quindi continuare il percorso TFA, senza dimenticare i tfa speciali, URGENTISSIMI per non buttare soldi invano e non levare posti ai "nuovi" (ricordiamo che il punteggio che da il servizio è alto), magari senza numero chiuso e stilare una graduatoria di merito che concederà il posto, ANCHE DOPO QUALCHE ANNO, VA BENISSIMO!!! MEGLIO PRECARIO CHE DISOCCUPATO.

Semmai bisognerebbe stravolgere il concetto…essere in una graduatoria di merito, ma non avere mai fatto una supplenza in 20 anni… non può bastare per essere definito "precario", il vero precario è il supplente, quello che lavora, che salta da una scuola all’altra con o senza abilitazione e che, al raggiungimento di 360 giorni di servizio deve ottenere, tramite breve corso abilitante, l’abilitazione, appunto,il RICONOSCIMENTO DEL LAVORO SVOLTO. Molti dei "precari"invece, che considera il miur, avendo pochissimi punti, è probabile, anzi sicuro che lavorano altrove, quindi non sono affatto precari scolastici.

Quindi, basterebbe così poco…. – fine del vecchio precariato con i posti ingiustamente tagliati – reclutamento "base" col servizio, se necessario anche tramite concorso.. ma non adesso, ovviamente. Via le classi pollaio, più docenti e quindi classi che si possono seguire meglio, ore a disposizione, così sparirebbe il dramma delle ore vuote (che fa perdere preziose ore di lavoro) …. Non ci vuole molto per capire di cosa ha bisogno la scuola. Noi che ci stiamo dentro lo sappiamo, probabilmente i vari ministri che si sono succeduti non ci sono entrati neanche per un’ ora in una scuola. Se ci sono i soldi per fare un concorso inutile che il Ministro, non si sa perchè vuole ad ogni costo, è meglio spenderli per fare entrare subito di ruolo tutti i docenti che aspettano da anni e anni e nel frattempo hanno prestato servizio!!! Infine una considerazione… Vorrei tanto che la Gelmini, in questi giorni, andasse nelle segreterie… per capire quale infinito DANNO ha combinato, con gli accorpamenti verticali e il taglio di ATA, le scuole sono nel caos più totale e non potrebbe essere diversamente.

Richiesta di ritirare la proposta del concorso a cattedre

Un gruppo di docenti abilitati SSIS della provincia di Piacenza – Eccellenza, siamo un gruppo di docenti abilitati per le classi di insegnamento A037, Filosofia e Storia e A036, Filosofia, Psicologia e Scienze dell’Educazione, in servizio da alcuni anni e inseriti nelle graduatorie ad esaurimento: ci permettiamo di disturbarla per esprimerle tutta la nostra amarezza e costernazione di fronte alla proposta del concorso a cattedre, da Lei già annunciato in più occasioni.

Ci consenta di farLe presente che chi, come i sottoscritti, hanno ottenuto l’abilitazione attraverso le Scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario (SSIS) hanno già vinto, eccome, il proprio concorso. Le ricordo, infatti, che abbiamo dovuto superare una doppia prova di selezione iniziale per accedere alla SSIS e sostenere poi diversi esami in itinere, tanto sui contenuti disciplinari quanto sulla didattica, più l’esame di Stato finale, che ha concluso un percorso caratterizzato da un pesante obbligo di frequenza e anche da molte ore di tirocinio. Non capiamo dunque perché Lei, Signor ministro, insieme al Suo staff debba continuare a sostenere di dover verificare le nostre competenze: non le abbiamo già dimostrate abbastanza?

Dopo tanto studio e molti sacrifici siamo entrati nelle graduatorie, che sono pertanto già basate sul merito e che dovrebbero quindi essere seguite per l’assegnazione dei posti in ruolo disponibili. Stando a quanto affermato da Lei e dal Direttore generale del dipartimento per l’Istruzione, invece, si vorrebbe ora cancellare con un colpo di spugna o, comunque, ridimensionare il valore dei punteggi che abbiamo raggiunto grazie alla nostra preparazione professionale, certificata dallo Stato stesso.

Ci sentiamo perciò davvero offesi e umiliati dalla proposta del concorso, che suona come una beffa nei confronti di tutti gli insegnanti abilitati attraverso un serio e impegnativo iter formativo: mettere in discussione le nostre competenze è a dir poco immorale e profondamente ingiusto.

Quello che Le chiediamo, nella certezza di interpretare la posizione di migliaia di colleghi, non è certo una via preferenziale, peraltro già da Lei ipotizzata, per la partecipazione al concorso: non siamo disposti ad accettare alcun compromesso in questo senso, semplicemente perché, Le ripetiamo, abbiamo già superato con successo il nostro concorso e non è perciò corretto che ci venga chiesto per l’ennesima volta di dare prova delle nostre conoscenze disciplinari e capacità professionali, nonché un notevole sforzo economico dopo quelli non indifferenti già sostenuti in precedenza.

Le chiediamo con insistenza, pertanto, di ritornare sui propri passi e di distribuire i posti in ruolo disponibili seguendo le graduatorie così come sono strutturate, ricorrendo al concorso soltanto nel caso in cui una volta esaurite le graduatorie dovessero rimanere ancora cattedre vacanti per alcune classi d’insegnamento.

Capisco che Lei voglia dare, come ha sostenuto in diversi Suoi interventi, una risposta ai giovani, ma anche noi, a 30 o 35 anni, ci riteniamo giovani e non siamo ancora entrati in ruolo: è quindi corretto che i neolaureati e neoabilitati facciano, come si suol dire, la loro “gavetta”, così come i sottoscritti e tanti altri nostri colleghi, che hanno conseguito l’abilitazione attraverso un qualificato percorso formativo e che hanno quindi diritto a una cattedra sulla base del punteggio raggiunto, frutto del voto dell’esame di Stato e degli anni di servizio maturati.

Nella certezza che vorrà tenere in seria considerazione le ragioni più che legittime sopra esposte, porgiamo cordiali saluti.

Giovanni – L’Italia non è un paese per giovani……….

Dalle prime indiscrezioni inerenti al concorso a cattedra è emerso che potranno accedervi solo alcune categorie di soggetti:

– Docenti abilitati
– Diplomati presso un istituto magistrale entro il 2001
– Laureati entro il 2004 anche se non abilitati.

Ritenendo più che normale la possibilità di partecipare al concorso delle prime due categorie, mi sento di sollevare qualche critica sulla terza categoria e, specificatamente sulle ragioni che hanno portato gli scienziati del Miur a inserire per i laureati un tale vincolo temporale.

Tale limite negherà a tanti giovani preparati e in cerca di un lavoro, che hanno perso tempo e denaro per sostenere tutti gli esami integrativi necessari per insegnare, la possibilità tentare un concorso in cui avrebbero avuto tutte le carte in regola per vincerlo.

A questo punto mi sorge una domanda: quali competenze ha una persona laureatasi entro il 2004 rispetto a un’altra laureatasi nel 2012?

Tutto ciò è in netto contrasto con quanto affermato dal governo circa il bisogno immediato di ringiovanimento del corpo docente. Infatti, mentre da un lato si fanno pubblici proclami con oggetto misure volte a diminuire il tasso di disoccupazione giovanile, dall’altro lato non si permette ai giovani neanche di tentare un concorso pubblico e la cosa paradossale è che, a questo punto, la colpa è propria dei giovani sol per il fatto di essere troppo giovani…………

Michail – Gentile Redazione, confido nella vostra consueta e mirabile capacità di dare voce a chiunque e di rispondere e dirimere le questioni che sembrano a volte incomprensibili. Mi sono laureato alla fine del 1999, dopo che mi hanno fatto perdere quasi tre anni per la tesi di laurea e, ad ulteriore beffa, la presentazione delle domande per il concorso si chiudeva due settimane prima della discussione della tesi, precludendomi l’accesso al concorsone del 1999.

Il servizio militare e l’urgenza di mantenermi economicamente mi rendevano, negli anni successivi, impensabile seguire le SISS con frequenza obbligatoria. A distanza di 12 anni ho visto riaffacciarsi alcune prospettive per il mio vecchio sogno di insegnare.

Quello che però continuo a non capire è la situazione di base, anche descritta attraverso la lente dei post del vostro sito, relativa alla scuola italiana. Mi spiego meglio: quello che vedo è un problema essenzialmente strutturale, come se a Noè fosse stato chiesto di imbarcare sulla stessa, vecchia arca, tre coppie di animali per ogni specie…dove stiparli?!?!

Esiste ancora quello che io chiamo ‘karma italiano’ ovvero il ritorcersi delle scelte di oggi (in questo caso, ieri!) sulla vita di chi arriverà, nel relativo ambito, domani (oggi).

Ragioniamo insieme, ma vi invito a correggermi tecnicamente visto che sono stato per anni così distante dal mondo scolastico: il fatto che ci siano, per diverse categorie di posto, ancora vincitori di concorso dal 1999 inoccupati o che lavorano ‘a singhiozzo’, è in parte dovuto, evidentemente, al fatto che i posti messi a concorso nel 1999 erano stati ampiamente sovrastimati.

Si aggiunga il fatto che, per alcune categorie di insegnanti, coloro che sono arrivati successivamente dalle SISS avevano la possibilità di scavalcarli e prendere il posto prima di loro (meccanismo che faccio fatica a comprendere). Dal 1999 e, in particolare, dalla sospensione delle SISS a oggi, i laureati e aspiranti insegnanti però hanno continuato ad uscire dalle università e a pretendere degli sbocchi.

Arrivo al punto: secondo alcune logiche, soprattutto sindacali, che osservo nei forum e nei vari post, alcuni pretenderebbero che questa considerevole quota di precari ed ex-vincitori passasse avanti a tutti e, addirittura, in taluni casi, bloccasse i prossimi concorsi.

Con tutta la comprensione umana e solidarietà che posso nutrire verso questi ‘vincitori di concorso’ e abilitati, ne chiedo però altrettanta nei miei confronti e domando a chi può rispondere, quale dovrebbe essere il destino di chi è nella mia condizione se venissero accettate queste tesi.

Nella nuova ottica che il ministro vuole imporre (e in quella passata di molti concorsi pubblici di altre amministrazioni statali) la graduatoria dei vincitori di concorso non era un pozzo senza fondo destinato a durare in eterno, ma un meccanismo a tempo determinato.

Perché i nuovi laureati e coloro che non hanno preso i treni precedenti non devono conservare le possibilità di giocarsela? Quale inarrivabile superpotere è stato acquisito vincendo il concorso del 1999 o concludendo una SISS?!

Certo, la soluzione ideale sarebbe, aumentare le risorse economiche e i posti per accontentare tutti, ma il periodo non è quello propizio. Non invidio coloro che sono nella posizione dell’attuale ministro Profumo (e vi assicuro che non ho aperto un fan club a lui dedicato) ma mi sembra che le sue proposte di cerchio-bottismo tra graduatorie ad esaurimento e nuovi posti da destinare a potenziali insegnanti ‘freschi’ non siano del tutto malvagie: quanti anni ancora dovrei aspettare altrimenti prima di avere una possibilità di insegnare?

Mi trovo ad avere una possibilità dove prima non vedevo che delle liste di attesa impossibili, ora questo orizzonte darwiniano che ci porta a sfidarci in un concorso e a manifestare le nostre abilità, mi sembra più corretto e irrinunciabile l’idea che i posti vadano assegnati sulle reali necessità di organico presenti e non ipotecando (senza possibilità di riscatto) il futuro di migliaia di persone che oggi non hanno potere e voce in capitolo.

Ecco, insieme alle precisazioni e risposte alle mie domande, io chiederei alle organizzazioni sindacali come le vostre che tutelassero e dessero spazio e rappresentanza, non soltanto a coloro che, di fatto, pagano una quota sindacale, essendo già insegnanti o precari, ma anche a chi, come me, si è trovato a non avere voce in capitolo o impossibilitato a far valere le sue potenzialità semplicemente per questioni del tutto contingenti e legate a dinamiche irreversibili. Persone che, nel futuro, vorrebbero entrare a far parte di questa realtà e contribuire a renderla migliore, senza togliere niente a nessuno.

Michele – No discriminazioni per chi ha avuto la sfortuna di laurearsi dal 2007 in poi!

Le ultime notizie sul concorso docente dicono che avranno libero accesso coloro che si sono laureati entro il 2004. Costoro hanno avuto tante possibilità di frequentare le siss (poiché erano attive) ma nonostante ciò verranno avvantaggiati rispetto coloro che si sono laureati dal 2007 in poi, cioè quando le siss sono state abolite (i laureati dal 2007 pagano quindi lo scotto di essere nati dopo). I laureati dal 2007 in poi non hanno goduto della possibilità di abilitarsi e credo che, abilitarsi in Spagna pagando profumatamente e facendo il pendolare sia, per il nostro Paese, una grave denuncia di inefficienza.

Vorrei sapere come siamo giudicati dall’Europa in merito alle norme varate sul reclutamento dei docenti che risulta essere la categoria dei vessati. Soltanto la laurea in Sc. della formazione primaria risulta avvantaggiata e, in futuro, sarà inverosimilmente ambita. Anche la notizia che in primavera ci sarà un altro concorso è alquanto surreale… se la graduatoria del concorso di sett. 2012 avrà durata triennale (dal 2013 al 2016) a cosa e a chi serve il concorso “primaverile”? Saranno questi ultimi, oggi trentenni, immessi in ruolo tra 4 anni ed entro 7 anni da oggi? Alla faccia del bisogno di ricambio generazionale.

E a chi sarà riservato il concorso di primavera se non partono né i TFA ordinari né i TFA speciali? Mi chiedo quando, i non abilitati (per inadempienze dello Stato) laureati dal 2007 ad oggi, con servizio anche quinquennale, potranno accedere al posto di ruolo… e intanto passano i decenni. Coloro che hanno maturato un triennio di servizio, per l’Europa sono già abilitati (in considerazione del fatto che lo Stato non ha implementato percorsi abilitanti) ed hanno diritto all’inserimento nelle graduatorie permanenti almeno in IV fascia. L’unico saggio ed economico percorso di immissione in ruolo dei docenti, se non sussistono discutibili interessi di diversa natura che il Ministro deve applicare è

– abolizione intenzione di bandire il concorso
– immissione in ruolo dalle GAE
– inserimento in GAE di coloro che hanno maturato 36 mesi di servizio in osservanza delle norme europee che ci sanzionano pesantemente (l’apprendimento del "mestiere" in situazione è l’unico efficace ad assicurare le competenze al docente e ricordo che è facoltà del Dirig. Scolastico sanzionare con note di demerito sul certificato di servizio)
– inserimento delle materie propedeutiche all’insegnamento nel percorso universitario che abilita alla professione, in aggiunta alle materie del piano di studi istituzionale (quindi soppressione del TFA)
– istituzione di graduatoria di merito di coloro che superano il percorso universitario con "indirizzo insegnamento" e accesso alle graduatorie d’Istituto per le supplenze.

Giuseppe Francesco Simone, Roccella Ionica (RC) – Chi ci tutela dallo Stato?

Dalle dichiarazioni di questi ultimi giorni, è ormai palese l’intenzione del ministro di favorire le immissioni in ruolo dei docenti attraverso i concorsi.

Concorsi che, però, saranno banditi anche per materie d’insegnamento traboccanti di personale già di ruolo e quindi in esubero.

Tutto questo in presenza di graduatorie ancora colme fino all’inverosimile di precari già abilitati.

Ebbene, dinanzi a tanta insensata ostinazione occorre ribadire, e con forza, che noi docenti inclusi nelle graduatorie ad esaurimento abbiamo fatto a tempo debito tutto ciò che lo Stato ci chiedeva: conseguire un’abilitazione per poter insegnare.

Adesso lo Stato, incurante delle sue stesse leggi, se ne infischia e ci mette da parte adducendo motivazioni pretestuose, da una parte demonizzando il sistema stesso di reclutamento dalle graduatorie, dall’altra rallentando considerevolmente l’assunzione del personale precario e rimandando infine alle calende greche il concretizzarsi del nostro diritto al lavoro e alla “graduale stabilizzazione”.

Stante l’esiguità dei posti disponibili, il ministro Profumo avrebbe dovuto accorgersi di quanto sia doveroso, ai fini di buon governo, dare finalmente risposta all’annoso problema del precariato dando precedenza assoluta all’immissione in ruolo degli aspiranti già selezionati, formati, “capaci e meritevoli”, già inclusi in graduatoria che hanno consentito finora, di anno in anno, il regolare avvio e l ’erogazione del servizio scolastico.

Il ministro Profumo preferisce invece strombazzare a perdifiato la necessità di un concorso al quale si dovrà partecipare per pochissimi ruoli, foriero di ricorsi e di ulteriore precariato; dunque inutile, dispendioso, che non garantirà la continuità didattica e che non darà né a noi, né ad altri quella risposta che attendiamo da tempo.

La verità sta dunque in altri termini e nella confusione, che regna sovrana, chi ci guadagna sono sempre gli stessi: partiti, sindacati, università e procuratori legali.

Così facendo il ministro si muove unicamente in direzione delle logiche di tali interessi, illudendo quanti abbracceranno l’indizione di nuovi concorsi come garanzia di un sistema basato sul “merito” e certezza della presenza in cattedra di personale docente “giovane”, “fresco” e “selezionato”.

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