Si diventerà insegnanti di ruolo a 27 anni, ma prima TFA e stabilizzazione abilitati II fascia graduatorie di istituto

Nella Legge di Stabilità 2017 il Miur conta di mettere nero su bianco i finanziamenti per le deleghe assegnate dalla legge 107/2015 al Governo.

Una di queste riguarda la riforma della formazione iniziale degli insegnanti per la scuola secondaria e la conseguente immissione in ruolo.

Gli stanziamenti previsi sarebbero 215ml per il 2017 (che diventano 450ml a regime nel 2024); la copertura è al momento indifferenziata e si deciderà quando le deleghe saranno pronte l’entità del finanziamento di ognuna. Si partirà con la riforma 0-6 (attesa, ma poi non tanto, gli insegnanti puntano piuttosto ad ottenere l’aumento dell’organico con l’introduzione del potenziamento anche nella scuola dell’infanzia). Una delle successive dovrebbe essere quella del reclutamento, previa fase di transizione che prevede due passaggi molto attesi: l’attivazione del III ciclo TFA e la stabilizzazione degli abilitati della seconda fascia delle graduatorie di istituto.

Il nuovo modello prevede una laurea specialistica comprendente 24 CFU relativi a discipline dell’ambito antropo-psico-pedagogico, qualunque sia il settore di insegnamento al quale ci si vorrà dedicare.

Dopo la laurea, il concorso nazionale, a numero chiuso. Biennale, per evitare il ripetersi di sacche di precariato.

Coloro che vinceranno il concorso diventeranno “docenti”, ma non ancora in ruolo. Potranno stipulare infatti un contratto triennale a tempo determinato, e saranno retribuiti (come e quanto ancora da stabilire).

Una vera e propria rivoluzione, se si pensa che già a 25 anni si potrà guadagnare in forma stabile dedicandosi alla professione di insegnante e poi a 27 – 29 anni passare al contratto a tempo indeterminato se, acquisita nel frattempo abilitazione e specializzazione, verranno valutati positivamente.

Largo ai giovani, le statistiche indicano infatti che il recentissimo piano straordinario di immissioni in ruolo non ha abbassato l’età media degli insegnanti, che si aggira ancora intorno ai 50 anni.

Docenti italiani. ANIEF, i più anziani dell’area Ocse: in 7 anni +10% di over 50, alle superiori sono il 70%

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