Sì alle telecamere in classe. Lettera

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Inviata da Luciana Casini – Non posso partecipare direttamente alla discussione perchè ho insegnato per oltre trent’anni nella Secondaria di secondo grado ma vorrei esprimere comunque la mia opinione (soprattutto dopo aver letto la testimonianza della maestra che “avrebbe paura di venire fraintesa” da ciò che si potrebbe male interpretare visionando le immagini delle telecamere).

Scrivo pienamente consapevole dell’impossibilità, da parte della vostra redazione, di pubblicarla (non foss’altro per la lunghezza!) ma anche della necessità che qualche voce docente, fuori dal coro e priva di “spirito di corpo”, suggerisca qualche spunto di riflessione nella prospettiva di un dibattito sereno e costruttivo a tutti i livelli d’insegnamento, compreso il mio.
Sarò anche volutamente schematica nonostante la questione, annosa e complessa, non lo meriti:

1) auspico appunto da anni, discutendo con i colleghi e anche con carissime amiche insegnanti nella scuola d’infanzia, che le telecamere vengano posizionate regolarmente all’interno delle classi di ogni ordine e grado

2) quanto sopra non perchè mi piaccia un controllo “poliziesco” da parte dei DS o perchè abbia propensione per società di orwelliana memoria (..tutt’altro!) ma perchè credo che sia:

a- una forma di sacrosanta tutela nei confronti dei piccoli/grandi alunni dalle eventuali angherie di qualche soggetto finito per sbaglio nella scuola : con rammarico siamo costretti a constatarne quotidianamente la presenza, privi come siamo stati per decenni di una “selezione in ingresso” attenta non solo ai contenuti ma anche alla preparazione psico-pedagogica e a quella che “se non ce l’hai, nessuno te la può dare”…vale a dire la passione per quello che NON è “solo” un lavoro ma, dopo quello dei Genitori, il più importante ruolo che qualcuno possa svolgere all’interno di una società (quello di EDUCATORE). Bisognerebbe quindi spiegare a qualcuno che NON può dire certe frasi agli alunni perchè lei stessa dovrebbe insegnare loro a risolvere i conflitti in altro modo e anche perchè l’insegnamento passa attraverso l’esempio (ma certo l’innalzamento dell’età pensionabile non aiuta a sviluppare pazienza e autocontrollo)

b- una forma di sacrosanta tutela nei confronti di quella moltitudine di Docenti, e ce ne sono appunto tantissimi, che hanno SCELTO di esserlo (ovvero non considerano la scuola il loro “secondo lavoro”, il passaporto per la pensione oppure il luogo dove sfogare codardamente le proprie frustrazioni consapevoli di “avere il coltello dalla parte del manico”): chi svolge con dedizione e consapevolezza questo faticosissimo, stressante, a volte frustrante…magari per i risultati inferiori allo sforzo… ma meraviglioso “lavoro” NON ha paura delle telecamere…anzi…potrebbe essere uno spunto per condividere con altri colleghi o in rete di scuole quanto filmato , arricchendo così il confronto e la didattica.

Chi scrive ha talmente creduto in questo che è adesso in “cambio mansione”( a causa di un carcinoma maligno e ” per colpa di Monti-Fornero” che hanno soppresso il diritto del malato oncologico a optare per la dispensa nonostante gli oltre 36 anni d’insegnamento…prima ne bastavano solo 15!!!) proprio affinchè le preoccupazioni e le assenze dovute alle cure e ai controlli continui non ricadessero sugli incolpevoli studenti…risultato: raddoppio dell’orario frontale e “dimezzamento” delle ferie…ma la dignità professionale e i diritti dei ragazzi non hanno prezzo

Ringrazio chi ha avuto la pazienza di leggere

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