“Sì alla bocciatura”, in 8mila firmano la petizione contro le “promozioni facili”

L’iniziativa di una docente delle elementari per “ridare dignità alla scuola”, ha raccolto ben 8 mila firme in una settimana.

“Eliminare la bocciatura nelle classi elementari e medie non crea soluzioni, ma ulteriori problemi. Per tutti coloro il cui impegno scolastico è motivo di orgoglio si tratta di una diminuzione delle loro conquiste. Per coloro che hanno avuto problemi con alcune materie è motivo di maggiori difficoltà e una preclusione alla comprensione delle stesse. Per i docenti, un ulteriore ostacolo all’attività scolastica giornaliera”. Questo quanto espresso, in una petizione indirizzata al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, da Silvia Silvagni, una docente di scuola elementare.La petizione, secondo quanto riportato da “R.it”, in una settimana ha raccolto ben 8 mila firme.

Secondo la Silvagni l’ammorbidimento sulle bocciature sarebbe “un sintomo del degrado del nostro sistema scolastico” ed “è contro l’interesse di ognuno di noi”.

“La scuola – precisa Silvagni – non ha bisogno di buonismo ma di migliori strutture, migliori strumenti, docenti più remunerati, più stimolati, più supportati; la scuola ha bisogno di più soldi, non di un ulteriore taglio”. Perché “gli studenti meritano si sapere che al mondo nulla è regalato, che tutti hanno il diritto di essere aiutati nel rispetto di chi ci mette fondi e impegno”. E invita tutti a non togliere “valore alla scuola”. “Ridiamole dignità!” è il suo appello finale.

In questo modo, la “questione sulle promozioni facili” sorta in seguito alle nuove modalità di valutazione contenute nel Dlgs 62 del 13 aprile 2017, si arricchisce di un ulteriore capitolo, nonostante a più riprese siano arrivate secche smentite da parte, in particolare, della Ministra Valeria Fedeli che ha più volte tenuto a precisare come “Vietato bocciare a primaria e medie? E’ falso”. “Lo spirito della legge è diverso: stiamo costruendo una scuola più inclusiva”. “Il testo sulla valutazione ha uno spirito molto diverso, non certo vietare di bocciare, ma lottare contro le povertà educative, favorire l’inclusione delle alunne e degli alunni più deboli”. 

La petizione

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