Sì al ripristino del TFA, no ad una “sanatoria”. Lettera

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inviata da Franco Neri – Egregia redazione di Orizzonte Scuola, sono un docente di ruolo, vincitore del TFA 2014 e del Concorso 2016 nella classe di concorso ex-A059 (Matematica e Fisica).

Desidero in questa lettera esprime la mia posizione di dissenso circa la richiesta da parte dei colleghi precari di una procedura concorsuale per “titoli e servizio”; in pratica, una “sanatoria” camuffata.

Sono contrario perché forse i colleghi non hanno idea o non sono a conoscenza di quanto sia stato duro il percorso svolto dai colleghi abilitati TFA. Per ottenere la sola abilitazione, abbiamo dovuto svolgere nell’ordine:

  • Prova preselettiva a livello nazionale sui contenuti della classe di concorso
  • Prova scritta su materia
  • Prova orale su materia
  • Percorso in ateneo consistente di lezioni ed esami selettivi (pedagogia/metodologie didattiche)
  • Tesina finale

Il tutto pagato di tasca propria oltre 3000€, da coordinare con l’attività di docenza.

In seguito all’abilitazione, ho sostenuto il famigerato concorso del 2016

  • Prova scritta di 120 minuti
  • Prova orale

Onestamente, quando leggo dei colleghi lamentarsi nel voler sostenere una prova a crocette, gratuita, con la quale avrebbero ottenuto abilitazione e ruolo, sinceramente non posso accettarlo alla luce dei miei sacrifici e di quelli di molti abilitati 2014 e vincitori di concorso 2016.

Per questo, propongo la riattivazione di un percorso abilitante realmente selettivo come il vecchio TFA a cui poi far seguire i concorsi per il ruolo, contrapponendomi al contempo ad una qualsivoglia richiesta di immissione in ruolo senza una prova “reale”, anche alla luce dei sacrifici economici e di studio svolti dal sottoscritto

In fede

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